Il tema della comunicazione - interessato, in questi momento, da molte innovazioni e trasformazioni, tra l’altro rapidissime – ha un ruolo di primo piano in aree molto diverse, dalla politica alla salute, dal mercato alla cultura, dagli Enti pubblici a quelli privati, dal giornalismo alla pubblicità.

La differenza tra passione e professione

Come sempre accade, quando un fenomeno - che tra l’altro attiene alla nostra vita quotidiana e rientra nei comportamenti utilizzati in maniera ingenua o competente e non sempre consapevole - è così rilevante, può accadere che sia da una parte banalizzato dall’altra enfatizzato.

Banalizzato, perché sembra alla portata di tutti anche quel tipo di comunicazione molto specializzata, che richiederebbe una formazione ad hoc. Essere in grado di gestire un buon processo comunicativo, nella vita privata, nel lavoro, nella vita sociale previene equivoci e favorisce la conoscenza e la comprensione. Quando, invece, la comunicazione è una professione, il discorso diventa differente ed è opportuno fare un ragionamento come per tutte le professioni: c’è l’appassionato di psicologia e lo psicologo, l’appassionato di architettura e l’architetto, l’appassionato di comunicazione e l’esperto in comunicazione. E’ una differenza importante, che purtroppo attualmente viene disattesa: tutti sanno tutto e chiunque può anche ritenere, senza aver consultato un atto giudiziario, senza aver mai studiato diritto, ma solo per aver letto qualche articolo di giornale o assistito ad alcune trasmissioni televisive, stabilire se un indagato è colpevole o innocente. Immaginiamo quanto sia più facile ritenersi un esperto di comunicazione, dal momento che la proprio vita è costellata di atti, messaggi, intenzioni comunicative.

Enfatizzato, perché spesso si ritiene che ogni problema (interpersonale, istituzionale, politico…) si possa risolvere con una buona comunicazione. Se un’Istituzione non riesce a raggiungere gli obiettivi che si era prefissata o ha difficoltà interne che le impediscono di rispondere alle aspettative degli utenti, si pensa che una comunicazione efficace possa risolvere i problemi. Non è così: una comunicazione efficace aiuta, ma non risolve. In un rapporto interpersonale, una comunicazione aperta e diretta aiuta a gestire i conflitti, ma non è risolutiva dei conflitti. In definitiva, la prima cosa da fare è disambiguare, ricollocare il processo comunicativo e uscire dalla convinzione che la comunicazione sia il problema centrale in ogni fenomeno psicologico e sociale, anche se uno dei più importanti.