Glossario di Fotografia

Abassiale
Punto situato fuori dall’asse di un sistema ottico.

Abbagliamento ottico
Diminuzione temporanea della sensibilità dell’occhio, dovuta ad una forte sorgente luminosa o ad alti contrasti.

Aberrazione
Imperfezione di un obiettivo che provoca alcuni difetti nella geometria, nel colore e nella definizione dell’immagine. In un obiettivo semplice, si possono riscontrare otto tipi di aberrazioni, che possono essere corrette mediante sistemi ottici composti. Tali aberrazioni sono note come: astigmatismo, distorsione a forma di botte, coma, aberrazione alata, aberrazione cromatica, aberrazione cromatica laterale, distorsione curvilineare e curvatura di campo.

Aberrazione alata
Alterazione ad arco che aumenta all’allontanarsi dall’asse ottico di una sorgente puntiforme.

Aberrazione cromatica
L’incapacità di un obiettivo di riprodurre su uno stesso piano d’immagine a fuoco, la luce proveniente dallo stesso piano del soggetto. Causata dalla differente rifrazione dei raggi luminosi, crea un effetto di sfumatura dei contorni, che appaiono sull’immagine come frange colorate, molto evidente se si usano lenti non trattate o elevati ingrandimenti.

Aberrazione ottica
L’aberrazione ottica è una deformazione nella forma o nel colore di una immagine causata da imperfezioni o compromessi costruttivi che può essere ridotta o eliminata utilizzando materiali migliori, con lavorazioni particolari delle ottiche o accoppiando componenti diversi. Uno degli elementi che comporta lo sviluppo dell’aberrazione è lo spessore del mezzo ottico attraversato dalla luce, dalla scomposizione di quest’ultima legata al fenomeno della rifrazione ed alla suddivisione nelle diverse lunghezze d’onda dei colori percepiti nel visibile.

Aberrazione sferica
Difetto delle ottiche che causa una mancanza nella definizione dell’immagine sul piano della stessa. Si riduce con la chiusura del diaframma.

AC-3 (Audio Compression 3)
Sistema di compressione usato per codificare il segnale audio e fornirlo di 5+1 canali.

Acceleratore
Componente chimico, che si aggiunge alla soluzione del rivelatore, per aumentare la velocità d’azione dell’indebolitore.

Acceleratore grafico
Scheda video per il PC, dotata di un processore dedicato per la grafica, per migliorare le visualizzazioni di animazioni, video MPEG e giochi 3D.

Acido acetico
Sostanza chimica usata nel bagni di arresto, e per acidificare i bagni di fissaggio.

Acido cloridrico
Prodotto chimico corrosivo impiegato in numerosi bagni di sbianca.

Acido nitrico
Prodotto chimico corrosivo usato nella produzione delle emulsioni, nel viraggi e nel bagni di sbianca.

Acromatico
Sistema di lenti corrette per l’aberrazione cromatica; l’aberrazione si può ancora manifestare impostando le massime aperture del diaframma.

Active control
Sistema che nei televisori analizza il segnale in ingresso e ne regola i parametri per una migliore ottimizzazione dell’immagine (nitidezza, rumore, colore, e contrasto).

Acutanza
Misurazione della nitidezza dell’immagine. Quanto più acuto sarà l’angolo fra i punti di delimitazione, tanto maggiore sarà la nitidezza. Se l’angolo diventa meno acuto, la differenza fra le due densità risulta più diffusa e l’immagine appare meno nitida.

Adamson, Robert (1821-1848)
Fotografo che aveva appreso la tecnica del calotype nel 1842, durante il periodo di collaborazione con David Octavius Hill (1802-1870); realizzò circa 3000 negativi consistenti di ritratti, paesaggi e scene di vita locale, che sono tra le prime fotografie documentarie. I.ritratti sono caratterizzati da un’acuta penetrazione psicologica dei personaggi, con un intenso uso del chiaro-scuro.

Adattatore PCMCIA
Dispositivo che permette il collegamento ad un apparecchio (computer, fotocamera) quali memorie flash (CompactFlash, CompactFlash II, SmartMedia, MemoryStick, MultiMedia, SD), grazie a delle periferiche.

Adattatore per pellicole in rullo
Speciale dispositivo che consente l’uso di rollfilms anche su fotocamere originariamente previste per l’impiego di lastre e/o pellicole piane.

ADC (Analog to Digital Converter)
Circuito che effettua la conversione Analogico-Digitale.

Adobe Acrobat
Programma per visualizzare file in formato PDF.

AE
Auto Exposure

Aerografo
Nei programmi di grafica simula l’effetto dell’aerografo usato in pittura artistica, in cui la vernice viene emessa nebulizzata, ottenendo un tratto dai contorni sfumati e semitrasparenti.

AF multizona
Funzione installata su videocamere e fotocamere che consente la messa a fuoco automatica del soggetto. Si differenzia dell’AF, per la possibilità di mettere a fuoco uno o più punti all’interno della scena selezionata.

AF servo
Funzione installata su fotocamere, che reimposta la messa a fuoco automatica di soggetti in movimento, durante una raffica di scatti.

AF TTL (Auto Focus Through The Lens)
Messa a fuoco automatico (AF) in cui la lettura esposimetrica avviene attraverso l’obiettivo (TTL).

AF (Auto Focus)
Funzione che consente la messa a fuoco automatica del soggetto che si sta inquadrando. Viene calcolata la distanza media di tutto ciò che compare al centro dell’immagine.

Agitazione
Movimento per mezzo del quale la soluzione fresca viene a contatto con la superficie del materiale fotosensibile, durante il trattamento.

Airbrush: Vedi Aerografo

Alette schermanti
Accessorio fissato su lampade spot o photoflood, per controllare l’orientamento e la dimensione del raggio di luce.

Aliasing
Effetto ottico a gradini, che si manifesta nelle immagini digitali usando una risoluzione troppo bassa.

Allume
Sostanza chimica usata come indurente, nel bagni di fissaggio acidi. Vi sono due tipi di allume: di cromo e di potassio. Per il fissaggio delle stampe si preferisce l’allume di potassio, poichè quello di cromo tende a macchiare di verde l’argento metallico.

Allume (di cromo)
Sostanza chimica usata come indurente nel bagni di fissaggio.

ALM (Advanced Load Management)
Consente nei sistemi Dual Band la conversione automatica tra reti a 900 e 1800 Mhz.

Alogeni
Gruppo di elementi chimici. Tre di essi – bromo, cloro e iodio – vengono usati in fotografia insieme all’argento, per produrre i cristalli fotosensibili dell’emulsione.

Alogenuro d’argento
Cristalli sensibili alla luce impiegati nelle emulsioni fotografiche, cioè bromuro, cloruro e joduro d’argento. Si trasformano, dopo esposizione alla luce, da argento metallico bianco in argento metallico nero.

Alone
Immagine secondaria, non ben definita, che si forma di solito intorno alle parti brillanti del soggetto, causata dal passaggio diretto della luce attraverso la pellicola, con successivo suo effetto di riflessione, determinato dal dorso della fotocamera.

Alpha blending
Tecnica utilizzata per controllare la trasparenza degli oggetti, gestendo il livello di trasparenza (o di opacità) dei pixel rispetto ai livelli sottostanti.
Consente di simulare la trasparenza dell’acqua, del vetro, ecc…

Alpha Channel (Canale Alfa)
Viene usato per lavorare sulle aree di opacità e trasparenza dei fotogrammi. Una immagine che ha la rappresentazione dei colori in RGB, utilizza tre canali, R rosso; G verde (green); B blu. I valori dei tre canali assommati, per ogni pixel, compongono il colore che vedremo guardando l’immagine. Il canale alfa è un quarto canale che aggiunto all’immagine applica ulteriori caratteristiche ad ogni pixel della stessa, permettendo di assegnare ad un determinato colore dell’immagine la proprietà di trasparenza. Questo consente di sovrapporre una seconda immagine alla prima e di vedere l’immagine sottostante per trasparenza.

Alta definizione (HDTV)
Il termine sta ad indicare genericamente un livello qualitativo dell’immagine televisiva con 1250 linee di risoluzione orizzontale e formato di immagine in 16:9. Offre una qualità d’immagine simile alla pellicola cinematografica.

Ambrotipo
Procedimento fotografico introdotto nel 1851-1852 da Frederick Scott Archer e da Peter Fry. Si usavano dei negativi deboli al collodio, che venivano poi sbiancati e anteposti ad uno sfondo scuro: l’inversione tonale così ottenuta dava loro l’aspetto di un positivo. Per essere meno costosi e di maggior effetto dei precedenti dagherrotipi, si imposero rapidamente.

AME (Auto/Manual Exposure)
Esposizione automatica o manuale.

Amidolo
Sostanza chimica riducente, che lavora a basso grado di acidità.

Ammonio (tiosolfato di)
Fissatore usato nel bagni di fissaggio rapidi. Trasforma l’alogenuro inutilizzato in un complesso solubile.

Ammonio cloruro
Sostanza chimica usata nel viraggi e nel bagni di sbianca.

Ammonio persolfato
Sostanza chimica usata per gli indebolitoti proporzionali. Tende a precipitare nella soluzione e a dare risultati irregolari.

Ammonio solfuro
Sostanza chimica forte, di uso essenziale nei viraggi seppia e in alcuni rinforzatori.

Amplificatore integrato HT
Dispositivo in grado di incrementare l’ampiezza di un segnale in ingresso e/o la potenza.

Anaglifo
Coppia di immagini stereoscopiche (tridimensionali) proiettate contemporaneamente su uno schermo o riprodotte a stampa su carta, monocrome, ma in colori complementari, in genere l’una verde, l’altra rossa, sovrapposte fin quasi a coincidere, ma non perfettamente a registro. La visione avviene anteponendo ai due occhi filtri nel rispettivi colori complementari. Grazie a questa filtrazione ognuno dei due occhi vede il soggetto sotto un angolo leggermente diverso; osservate insieme, le due immagini sembrano sovrapporsi, dando così luogo a un effetto tridimensionale.

Anamorfico (obiettivo)
Obiettivo in grado di comprimere un’ampio angolo di campo in un fotogramma standard. Con un analogo sistema di proiezione si ripristinano le dimensioni dell’immagine sullo schermo (cinemascope).

Anastigmatico
Obiettivo composto, studiato per correggere l’aberrazione nota come “astigmatismo”.

Anello adattatore
Adatta il diametro di inserimento di un obiettivo all’uso di ottiche aggiuntive di differente diametro (maggiore o minore).

Angolo di incidenza
La luce incidente su una qualsiasi superficie forma con una retta immaginaria, perpendicolare a detta superficie e chiamata normale, un angolo detto appunto d’incidenza.

Angstrom
Unità impiegata per misurare punti specifici o lunghezze d’onda, dello spettro elettromagnetico. I colori dello spettro visibile vanno da 3000 A (luce blu) a circa 7000 A (luce rossa).

Ansel Easton Adams
Fotografo nato a San Francisco il 20 febbraio 1902.
Nel 1919, a diciassette anni, entrò a far parte dello “Sierra Club” un gruppo dedicato a preservare le meraviglie del mondo naturale. Certamente il più famoso dei fotografi del Novecento; sperimentò delle tecniche fotografiche sullo stampo pittorialista, che abbandonò presto per poi arrivare ad una tecnica del tutto personale, con fantastici paesaggi in bianco e nero dall’incisiva nitidezza ed enorme profondità di campo, che utilizzavano grandi lastre.
Nel 1934, venne eletto membro del Consiglio di Amministrazione della Sierra Club, ruolo che mantenne per 37 anni.

ANSI (American National Standards Institute)
Organizzazione americana atta a stabilisce gli standard industriali per la misurazione della luminosità.

ANSI Lumen
Unità di misura della quantità di luce emessa da un videoproiettore.
1 Lumen equivale al flusso luminoso pari ad una candela.

Anti-aliasing
Tecniche che attraverso l’uso di algoritmi matematici consentono di ridurre l’effetto dell’Aliasing.

Apertura del diaframma
Rapporto fra il diametro del diaframma e la lunghezza focale. La sua regolazione consente di dosare la quantità di luce in entrata e impostare la profondità di campo desiderata.

Apertura relativa
Diametro del diaframma diviso per la lunghezza focale dell’obiettivo impiegato ed espresso con un valore “f”, inciso sul corpo dell’obiettivo.

Aplanatico (obiettivo)
Obiettivo con buona correzione dell’aberrazione sferica.

Apocromatico (obiettivo)
Obiettivo corretto per l’aberrazìone cromatica, nei tre colori fondamentali (blu, verde e rosso.

Arcata
Sfondo piano, a curva continua, senza bordi, angoli o pieghe, che dà l’impressione dello spazio infinito. Può essere usato per creare uno sfondo astratto, proiettandovi delle ombre o delle luci colorate.

Archer, Frederick Scott (1813-1857)
Inglese, inventore del metodo al collodio umido, introdotto nel 1851. Il collodio umido sostituì largamente il callotipo, grazie alla maggiore velocità ed alla migliore qualità del materiale fotosensibile. Più tardi, nel 1852, in collaborazione con Peter Fry, Archer introdusse l’ambrotipo. Entrambe queste tecniche divennero molto popolari e rimasero in auge sino alla scoperta della lastra a secco, intorno al 1870.

Argento nitrato
Associazione chimica composta da argento e acido nitrico. È usato nel bagno di rinforzo, nei rivelatori ad azione fisica e nella produzione di emulsioni fotografiche.

Arte della fotografia
La produzione fotografica può essere distinta in tre grandi categorie: il reportage, la fotografia artistica e quella commerciale. Il reportage comprende il fotogiornalismo e la foto di documentario, che implica la non manipolazione dell’immagine, ma solamente la selezione dei fatti da documentare. Nella fotografia artistica, l’illuminazione, la messa a fuoco, l’angolo di ripresa, lo sviluppo e la stampa possono essere manipolati per alterare l’immagine al fine di produrre risultati creativi.

Artefatto (Artifact)
Difetto dell’immagine, che si presenta come una macchia oppure una sfumatura, non presente nel soggetto reale.

Asa
Scala di sensibilità alla luce dei materiali fotografici, indicata in valori ASA (American Standards Association).

Asferica
Lente presente tra le componenti dell’obiettivo, che riduce l’aberrazione cromatica.

Asse ottico
Linea immaginaria che interseca il centro delsistema ottico. Un raggio di luce che passi lungo questa asse si propagherà sempre in linea retta.

Asse principale
Una linea immaginaria passante attraverso il centro di curvatura di tutti gli elementi dell’obiettivo.

Assiemazione simulata
Effetto di composizione fotografica, che dà immagini nelle quali i soggetti in primo piano e quelli sullo sfondo sembrano essere tutti sullo stesso piano.

Assorbimento
La luce incidente su una superficie viene da questa assorbita interamente o in parte, con conseguente trasformazione in calore. La luce non assorbita attraversa la superficie, se questa è traslucida o oppure ne viene riflessa, se opaca.

Attinico (Effetto)
Proprietà della luce di determinare trasformazioni chimiche o fisiche delta materia. L’effetto attinico della luce durante l’esposizìone altera la struttura dei cristalli fotosensibili dell’emulsione fotografica, formando così l’argento metallico nero che determina l’immagine visibile.

Attinometro
Uno dei primi misuratori dell’esposizione. Un campione dei materiale fotosensibile da utilizzare veniva esposto alla luce, per farlo scurire sino a portarlo ad una gradazione standard. Il tempo necessario per giungere a tale gradazione standard veniva preso come base per il calcolo dei tempo di posa.

Autochrome (procedimento)
Uno dei primi sistemi commerciali di fotografia a colori (anche “Lumicolor”), basato sulla sintesi additiva dei colori.

Autoscatto
Funzione che permette alla fotocamera di scattare una fotografia automaticamente, tramite un timer.

Aux
Ausiliario, indica un qualsiasi ingresso ad alto livello senza particolari specifiche di connessione.

AVI (Audio Video Interleaved)
Estensione software per registrare e riprodurre filmati multimediali; comprende sequenze costituite da immagine e relativo suono posti in successione.

B (impostazione su)
Lettera di posizionamento sul disco dell’otturatore: indica che l’otturatore rimarrà aperto finchè continua la pressione esercitata sul pulsante di scatto.

Background
Dall’inglese background =sfondo o in secondo piano, è una modalità di esecuzione di alcuni programmi, che una volta avviati non richiedono più la presenza o l’intervento dell’utente.
I programmi in background svolgono solitamente operazioni lunghe o laboriose, come ad esempio programmi di filesharing peer to peer o di deframmentazione dei file system, o la stampa di documenti mentre si continua a lavorare su altri programmi.

Bagni di fissaggio acidi
Soluzioni di fissaggio contenenti un acido che neutralizza l’azione degli alcali residui dei rivelatore depositatisi sul negativo o sulla stampa, oppure da un bagno d’arresto inquinato.

Bagno d’arresto
Bagno chimico il cui scopo è quello di fermare l’azione dello sviluppo neutralizzando il rivelatore ancora attivo. Aumenta la precisione dello sviluppo ed evita il passaggio di una soluzione chimica in quella successiva.

Baird, John (1888-1946)
Pioniere della televisione in Gran Bretagna.

Balistica (fotografia)
Fotografie di armi, munizioni e proiettili, normalmente usate per analisi.

Balsamo del Canada
Sostanza adesiva, con indice di rifrazione simile al vetro. Si usa per incollare le lenti, assiemandole una all’altra, in modo da formare un sistema ottico complesso.

Banding
Difetto di stampa, che produce la comparsa di striature colorate e bande orizzontali.

Bario (solfato di)
Composto usato per trattare la superficie della carta da stampa a struttura fibrosa; dà un bianco molto luminoso alle zone di massima esposizione (baritaggio).

Baritaggio
Trattamento con solfato di bario della superficie di carta da stampa fotografica e struttura fibrosa.

Barrell, distorsione
Distorsione che deforma la parte centrale dell’immagine, dandole l’aspetto di un ”barilotto”.

Bassorilievo (effetto di)
Effetto fotografico conseguibile sovrapponendo a sandwich un negativo e un positivo insieme, un poco fuori registro. Semplifica i valori tonali dell’immagine, sottolineandone la linea compositiva. Dà anche un effetto tridimensionale.

Bilanciamento del bianco
Operazione di correzione, che consente di restituire ai colori le loro tonalità naturali. Con il bilanciamento del bianco, manuale o automatico, si cerca di restituire una tonalità che rispetti i colori naturali del soggetto.

Bit rate
La quantità di “bit per secondo” necessari per trasmettere un segnale digitale.
Il termine velocità di trasmissione o di trasferimento, viene solitamente utilizzato per scambi di informazioni tra computer e/o dispositivi elettronici, in forma digitale, ed è sostanzialmente una sequenza di bit, misurata in bit per secondo.

Bitmap
Si tratta di immagine composta da singoli punti detti pixel. Ciascun pixel ha una posizione e un valore di colore, a formare un mosaico. La qualità delle immagini bitmap dipendono dalla risoluzione, cioè dalla densità di pixel da cui dipendono nitidezza e definizione dell’immagine visualizzata o stampata. Le bitmap si rivelano adatte soprattutto alla memorizzazione temporanea delle immagini che vengono modificate spesso.

Bitume idrocarburo
Fu usato dal francese Joseph Nicéphore Niépce per realizzare la prima fotografia al mondo, agli inizi dei secolo XIX.

Blanquart-Evrard, Louis (1802-1872)
Francese, migliorò la tecnica dei callotipo, adottando il trattamento della carta con albume.

BLC (Beam Landing Correction)
Tramite una compensazione effettuata sullo sfondo, consente un perfetto controllo del colore in ogni circostanza.

Blocco dell’esposizione (Blocco AE)
Funzione di blocco dell’esposizione automatica, la quale consente di misurare la luce in un punto preciso dell’immagine e di mantenere questa impostazione mentre viene inquadrato un altro punto; e quindi sovra o sotto esporre.

Blooming
Effetto visivo causato da una sovraesposizione alla luce del CCD dove un’area dell’immagine appare completamente bianca.

Bluetooth
Tecnologia di scambio dati via onde radio a 2,4 Ghz, omnidirezionale.

Blur (sfocatura)
Funzione disponibile su programmi di grafica che consente di sfocare i bordi di un’immagine.

BMP
Formato di file di Windows per memorizzare un’immagine.

Boot (avvio)
Termine di derivazione informatica utilizzato anche in fotografia: la fase di accensione di una fotocamera.

Borace
Alcale medio, usato nel bagni di sviluppo a grana fine, per accelerarne l’azione.

BPI (Bits per Inch)
Misura per definire la densità dei dati presenti in un’immagine.

BPS (Bits per secondo)
Misura che indica la velocità di trasmissione dei dati.

Bracketing (esposizione a forcella)
Si tratta di una tecnica utilizzata per realizzare più fotografie della stessa scena: vengono eseguiti più scatti in sequenza, dove lo scatto centrale segue le indicazioni dell’esposimetro, mentre gli altri saranno sovraesposti o sottoesposti.

Brady, Mathew (1823-1896)
Nel 1842 aprì uno studio a New York divenendo noto per i suoi ritratti di celebrità ed ancor più per la documentazione della guerra civile americana (1861-1865), ricca di circa 3500 immagini di campi di battaglia e soldati. Brady è stato riconosciuto come il padre del fotogiornalismo.

Brewster, Sir David (1781-1868)
Pioniere della fotografia stereoscopica che porta a immagini tridimensionali a mezzo di coppie di fotografie e di visori espressamente studiati.

Bromuro (carta al)
Carta fotosensibile, di uso molto comune, trattata con un’emulsione al bromuro d’argento, che riproduce le immagini in bianco e nero.

Brownie
Marchio usato per le prime box-camere della Kodak.

Brush (pennello)
Funzione in uso su programmi di grafica, che imita un normale pennello per disegnare e colorare.

BSI
Abbreviazione di British Standards Institute.

Buffer
Memoria ausiliaria, nella quale vengono temporaneamente depositate le immagini prima di essere elaborate.

Bustine a sacchetto, opache
Portapellicole impermeabili alla luce per pellicole piane di grande formato.

Callier (effetto)
Effetto di contrasto nella stampa fotografica, determinato dalla dispersione di luce direzionale dal condensatore dell’ingranditore.

Camera obscura
Antenata della moderna fotocamera. Consisteva in una stanza a tenuta di luce, con un piccolo foro praticato in una parete, attraverso il quale passavano i raggi luminosi, che proiettavano su uno schermo l’immagine capovolta della scena all’esterno.

Camera oscura
Stanza a perfetta tenuta di luce, utilizzata per il trattamento e la stampa del materiale fotosensibile.

Cameron, Julia Margareth (1815-1879)
Famosa per i suoi ritratti delle personalità più in vista dei XIX secolo. Fu fotografa capace di cogliere la personalità e il carattere dei suoi soggetti; praticò anche la rappresentazione allegorica di racconti e romanzi. Tra i personaggi da lei ripresi ci sono Charles Darwin, Alfred Lord Tennyson, Robert Browning, John Everett Millais, William Michael Rossetti, Edward Burne-Jones, Ellen Terry e George Frederic Watts.

Campo chiaro
Sistema di illuminazione usato in microfotografia, che permette di presentare il soggetto contro uno sfondo bianco o di colore chiaro.

Campo scuro
Sistema di illuminazione usato in microfotografia, che permette di presentare un soggetto contro uno sfondo nero o di colore scuro.

Candela
Unità dell’intensità luminosa incidente su un superficie.

Candela metro
Anche Lux, unità di intensità di illuminazione (v.: Lux).

Candela metro secondo
Unità di illuminazione riferita ai tempi di posa, espressa sovente e meglio in lux/secondo.

Caricatore a bobina
Contenitore cilindrico, in metallo o in plastica, a chiusura ermetica, per spezzoni di pellicola a 35 mm.

Caricatore a cartuccia
Contenitore di pellicola, preconfezionato e chiuso ermeticamente in fabbrica, di rapido inserimento nella fotocamera.

Carta a contrasto variabile
Carta fotografica in cui il contrasto può essere variato a seconda dei colore della luce di stampa a sua volta modificabile a mezzo di filtri di colore diverso.

Carta albuminata
Carta per uso fotografico, ideata da Blanquart-Evrard, nella metà dei secolo scorso: si “tirava” bianco d’uovo (albume) sulla carta prima di procedere alla sua sensibilizzazione. L’albume aumentava la luminosità della base bianca e migliorava sensibilmente la stampa delle parti brillanti.

Carta al clorobromuro
Carta da stampa fotografica, trattata con una miscela di bromuro e di cloruro d’argento. Dà immagini a toni caldi.

Carta per stampa a contatto
Carta per stampa fotografica, usata solo per stampare a contatto. Generalmente trattata con un’emulsione al cloruro d’argento.

Cavetto di scatto (flessibile)
Cordone flessibile che collegato con l’apparecchio serve per azionare l’otturatore. Particolarmente utile con lunghi tempi di posa quando azionando il normale pulsante di scatto si potrebbero provocare scosse alla fotocamera, con conseguente sfuocatura.

CCD
Charge Coupled Device, sensore usato nelle fotocamere digitali e nelle videocamere.

CF
Compact Flash, schede di memoria più grandi delle memorie SD, utilizzate da reflex digitali o altre macchine fotografiche di fascia alta.

Clerk-Maxwell, James (1831-1879)
Scienziato scozzese, che per primo dimostrò la possibilità di formare la luce bianca e tutte le sfumature cromatiche mediante la sintesi additiva e sottrattiva, elaborata precedentemente da Young-Helmholtz.

CMOS
Complementary MOSFet, sensore usato nelle fotocamere digitali. Identifica anche una tecnologia di microelettronica che produce vari tipi di chip, tra cui sensori per fotocamere.

Collodio umido
Callotipo molto perfezionato, realizzato da Frederick Scott Archer. Una lastra sensibilizzata di vetro veniva immersa in un bagno di nitrato d’argento ed esposta ancora umida.

Coma
Aberrazione ottica che determina macchie circolari luminose agli angoli dei campo coperto dall’obiettivo.

Condensatore
Sistema ottico che concentra in un fascio ristretto i raggi luminosi provenienti da una sorgente a larga superficie.

Conservante
Sostanza chimica, in genere sodio solfito, usata nel bagni di sviluppo per prevenire una rapida ossidazione dell’indebolitore impiegato.

Contrasto
Giudizio soggettivo sulle differenti densità dei singoli settori di una fotografia influenzato dai seguenti fattori: contrasto specifico dei soggetto, l’illuminazione, il fattore di riflessione e diffusione, luminosa specifica dell’obiettivo, il tipo di pellicola, il grado di sviluppo, le caratteristiche ottiche dell’ingranditore, la gradazione e le caratteristiche superficiali della carta adottata.

Controllo locale
Sistema di controllo selettivo dell’aspetto finale della stampa, mediante l’emersione passiva (mascheratura) o l’emersione attiva (esposizione addizionale), su determinate zone della stampa.

Convertitore
Obiettivo composto, formato da due sezioni a elementi amovibili, sì che quando si svita una sezione si ha un nuovo sistema ottico avente focale di due volte più lunga.

Crop To
Dall’inglese “crop”, tagliare, tosare. In fotografia indica l’eliminazione, il ritaglio di parti di una foto.

Curvatura di campo
Aberrazione della lente che determina una curvatura del piano di messa a fuoco. La diminuita nitidezza è compensata dalla profondità del campo di messa a fuoco.

Curva gamma/tempo Vedi “Gamma”.

Cyan
Colore strattivo primario blu-verde che assorbe la luce rossa, consentendo il passaggio del verde e del blu, cioè luce bianca meno luce rossa.

Daguerre, Louis Jacques Mande (1787-1851)
Introdusse il primo procedimento fotografico commerciale, nel 1839. Negli anni precedenti, aveva lavorato con Nicéphore Niépce e dai loro sforzi congiunti nacque il primo sistema fotografico sviluppabile su scala commerciale.

Dagherrotipia (processo)
Procedimento fotografico, nel quale il materiale fotosensibile era costituito da una lastra di rame, ricoperta di nitrato d’argento. L’immagine positiva si otteneva con una sola esposizione nella fotocamera e con “lo sviluppo”, in vapori di mercurio. L’immagine veniva quindi resa permanente, immergendo la lastra in una soluzione di cloruro di sodio o di tiosolfato di sodio debole.

Dallmeyer, John (1830-1883)
Ottico, che introdusse il “rettolineare rapido” nel 1866.

Data di scadenza
Data stampata sulla maggior parte delle scatole di pellicole, per indicare la durata utile dei materiale.

DG
Obiettivi Sigma per macchine digitali, ottimizzati per far cadere la luce il più perpendicolare possibile al sensore.
Decentramento verticale
Movimento della fotocamera per cui l’immagine risulta spostata lungo la verticale, decentrando verso l’alto o il basso la standarta anteriore e/o quella posteriore.

Definizione
Espressione soggettiva per indicare la chiarezza di un negativo o di una stampa. Si può riferire arche a un obiettivo, a del materiale fotografico, o al prodotto di entrambi. Indica di solito il potere risolvente ottenuto.

Densità
L’aliquota di deposito d’argento prodotta in una emulsione sottoposta a esposizione e successivo sviluppo. È espressa come logaritmo dell’opacità, intendendo per opacità il potere di bloccare l’irradiazione luminosa, presentato da un determinato materiale.

Densità neutra
Tecnica che consente tempi di lavorazione più brevi nella stampa a colori. Il “color pack” è semplificato avendovi eliminato il filtro di densità inferiore, che definisce il livello di densità neutra all’interno dei pack. Gli altri due valori cromatici sono compensati adottando due altri filtri la cui densità risulta ridotta di un valore eguale a quello che aveva il filtro eliminato.

Densitometro
Strumento per misurare la densità dei deposito di argento su un’immagine sviluppata, con osservazione per trasparenza o a luce riflessa.

Diaframma
Feritoia di forma circolare anteposta all’obiettivo della fotocamera, che controlla la quantità di luce che entra nella fotocamera. In tutti i tipi di fotocamera, ad eccezione di quelli molto economici e rudimentali, l’apertura dei diaframma è regolabile e il suo grado di variabilità è indicato da numeri f/.

Diaframma ad iride
Sistema di variazione continua del diametro d’apertura dell’obiettivo, per mezzo di lamelle metalliche sovrapposte il cui movimento è comandato dall’omonimo anello sul corpo dell’obiettivo.

Diaframmare in chiusura
Ridurre il diametro dei diaframma e quindi la quantità di luce che entra nella fotocamera. Ne consegue un incremento del campo di messa a fuoco.

Diapositiva
Immagine positiva su supporto trasparente, da tracciare su uno schermo con luce irradiata appunto per trasparenza.

Dicroico (velo)
Velatura di colore, in genere riscontrabile sui negativi in forma di macchie rosso porpora e verdi. È determinata dalla formazione d’argento in presenza di un acido e di norma si verifica se il bagno di fissaggio è stato contaminato dal rivelatore o se incomincia a esaurirsi. Le macchie colloidali così prodotte non si possono eliminare del tutto.

Diffrazione
Direzione secondo cui le onde luminose sono costrette a deviare o subiscono un effetto dì diffusione, per essere costrette ad attraversare una stretta fessura o per essere contigue ad una superficie opaca. La diffrazione diminuisce la qualità dell’immagine e si verifica quando l’obiettivo è regolato su un’apertura minima, ad esempio f/45. Le foto migliori si ottengono a metà strada, con la gamma di aperture alle quali si bilanciano le aberrazioni e non si è ancora presentata la diffrazione.

Diffusore
Materiale che determina la diffusione della luce. In ogni caso, l’effetto è quello di attenuare il carattere della luce. Quanto più il diffusore è vicino alla sorgente luminosa, tanto meno sarà la luce da esso diffusa.

DIN
Deutsches Institut für Normung e. V., vecchio standard tedesco per la misura della sensibilità delle pellicole dove l’incremento di un’unità corrisponde ad 1/3 di stop 100 ASA = 21 din, 200 ASA = 24 Din, ecc..

DIN (scala sensitometrica)
Sistema per esprimere la sensibilità alla luce dì una pellicola secondo le norme dell’Ente tedesco di standardizzazione. Si basa su una scala logaritmica e viene indicato dal numero stampato sull’imballo originale o sul foglietto esplicativo in esso accluso. Una variazione di + 3° indica che la fotosensibilità della pellicola è raddoppiata, cioè un filma 21 DIN è due volte più sensibile alla luce di uno a 18 DIN. Una pellicola a 15 DIN reagisce invece alla luce con una rapidità dimezzata, rispetto a una a 18 DIN.

Diottria
Unita ottica per esprimere il potere di una lente. È il reciproco della lunghezza focale espressa in metri.

Disdéri, André (1819-1890)
Lanciò la “carte de visite” nella metà dei XIX secolo, dando grande impulso alla fotografia di ritratto.

Dispersione
La capacità del vetro di deviare in misura diversa i raggi luminosi di differente colore o, in altre parole, di differente lunghezza d’onda. Il grado di dispersione dipende dal tipo di vetro usato, dall’angolo di incidenza della luce, nonché dall’indice di rifrazione del vetro.

Distorsione a forma di botte
Aberrazione di un obiettivo, per cui le linee verticali presentate dal soggetto risultano riprodotte particolarmente agli angoli del campo come linee curve (a forma di botte).

DNG
Digital NeGative format, formato RAW aperto utilizzato da Adobe.

DO
Diffractive Optics, lenti Canon che consentono di eliminare l’aberrazione cromatica.

DOF
Depth Of Field, profondità di campo (la sigla in Italia è PDC).

Dolcificazione dell’acqua
Metodi di eliminazione principalmente dei minerali e sali reperibili nelle acque dure. Questi possono formare uno strato di incrostazioni sull’apparecchiatura specie quando si usano grandi quantità d’acqua e potrebbero inquinare le soluzioni chimiche. Ci sono due tipi di dolcificazione dell’acqua: sistemi di filtrazione fisici e chimici.

Doppio ingresso
Seconda porta di entrata in camera oscura, che permette di accedervi in qualsiasi momento, senza tuttavia lasciare filtrare la luce.

Doppio prolungamento
Caratteristica delle fotocamere da studio per grande formato e su monorotaia, che montano un soffietto di prolungamento del tiraggio la cui estensione massima è pari al doppio della lunghezza focale dell’obiettivo impiegato. Molto usato nel close-up.

Driffield, Charles (1848-1915)
Studiò con Ferdinand Hurter le emulsioni fotografiche e stabilì le basi della moderna sensitometria. Noto per aver realizzato la prima curva di comportamento delle caratteristiche di un’emulsione fotografica, denominata appunto curva D e H. Le ricerche di Driffield e di Hurter hanno contribuito a stabilire i principi fondamentali delle rapidità delle pellicole, come quelli espressi nel moderni valori in ASA e DIN.

DSLR
Digital Single Lens Reflex. Camera reflex digitale in cui la pellicola è sostituita da un sensore ottico elettronico.

DT
Ottiche Minolta dedicate alla fotografia digitale.

Ducos du Hauron, Louis (1837-1920)
Scienziato francese che formulò i principi del processo di sintesi cromatica additiva e sotrattiva nel suo libro intitolato: “Les Couleurs en Photographie. Solution du Problème”.

Dufay, Louis D.
Elaborò uno dei primi procedimenti per il colore, noto appunto come Dufaycolor, che si basa sull’uso di un filtro integrale tricromatrico.

DX
Obiettivi Nikon progettati per le macchine digitali non FF.

Eastman, George (1854-1932)
Industriale americano, che diffuse la fotografia presso il grande pubblico, inserendo un’emulsione sensibile alla luce su supporto flessibile nella sua famosa fotocamera a cassetta Kodak, introdotta nel 1888.

Eberhard (effetto)
Effetto di contorno che si verifica nell’immagine sviluppata e che fu descritto da G. Eberhard, nel 1926. Si presenta come una linea marcata ai bordi delle zone di elevata densità, e come una linea leggera intorno alle zone di densità inferiore. Si manifesta soprattutto sulle lastre che sono state poco sviluppate, in un bagno non sufficientemente agitato.

ED
Extra low Dispersion, obiettivi Nikon che usano un vetro che riduce l’aberrazione cromatica.

EF
Electro Focus, lenti Canon autofocus, le quali sono compatibili con corpi macchina Canon EOS.

EF-S
Obiettivi Canon EF, progettati per fotocamere digitali con sensore non FF.

Emersione attiva
Sistema di aumento dell’esposizione durante la stampa, in aree pre-selezionate, ottenute mediante mascheramento delle zone limitrofe.

Emersione passiva
Tecnica di controllo dell’esposizione in fase di stampa, mediante sottrazione di luce a determinate zone dell’immagine.

Emerson, Peter Henry (1856-1936)
Fotografo inglese, sostenitore della fotografia “naturalistica”, ovvero di paesaggi; intorno alla fine del XIX secolo.

Emulsione
Materiale sensibile alla luce (detto anche fotosensibile, poichè foto = luce), costituito da alogenuri d’argento sospesi in gelatina. Viene stesa su supporti di varia natura, per ottenere pellicole, lastre e carte fotografiche.

Emulsione ordinaria
Riferita a una emulsione fotografica sensibile solo allo UV e alla luce blu.

Esposimetro
Strumento atto a misurare la quantità (l’intensità) della luce incidente o riflessa dal soggetto e corredato in modo da consentire la conversione della misurazione effettuata in un’informazione basata sui tempi di posa e di apertura dei diaframma, atta a consentire la realizzazione di una buona fotografia.

Esposizione
In fotografia, significa il prodotto dell’intensità della luce per il tempo durante il quale la luce agisce sulla pellicola. In pratica, il diaframma controlla l’intensità della luce, e la velocità dell’otturatore controlla il tempo.

EV
Exposure Value, l’intensità della luce del soggetto, misurata dall’esposimetro.

EXIF
Exchangeable Image File, l’insieme di dati di scatto che le fotocamere digitali salvano nell’intestazione dei file immagine.

Fenidone
Indebolitore, usato in molti rivelatori finegranulanti, che, in presenza di idrochinone, dà uno sviluppo di buon impiego (anche per stampe).

Fenton, Roger (1819-1869)
Fotografo inglese, fu il primo a riprendere scene delle guerra di Crimea, nel 1855.

Ferro cloruro
Soluzione decolorante usata per negative.

FF
Full Frame, sensore digitale con le stesse dimensioni della pellicola 35mm.

Filtri
Dischetti o lastrine di vetri o gelatina colorati, si usano per alterare l’equilibrio cromatico, il contrasto o la luminosità, ma anche per eliminare la foschia o realizzare effetti speciali.

Filtri CC di compensazione cromatica
Usati soprattutto per correggere la sensibilità cromatica, nella stampa a colori con il metodo sottrattivo. I filtri CC possono essere montati sulla fotocamera per influenzare l’equilibrio cromatico.

Filtri di correzione
Filtri il cui compito è quello di correggere la sensibilità cromatica dell’emulsione, per avvicinarla quanto più possibile alla sensibilità dell’occhio umano.

Filtro a densità neutra
Si presenta come un filtro grigio con opacità costante per tutti i colori dello spettro ragion per cui non altera le caratteristiche cromatiche dell’immagine finale. Si impiega per ridurre l’intensità della luce efficace ai sensi dell’esposizione, quando il diaframma o il tempo di posa devono rimanere costanti.

Filtro sky
Filtro, in genere giallo, di determinata densità. Usato per assorbire la luce dei cielo, soprattutto nelle foto di paesaggi. L’assorbimento è tanto più forte, quanto maggiore è la densità dei filtro.

Finlay, Charles (morto nel 1936)
Inventò il metodo additivo dei colore con schermo a mosaico, noto e diffuso appunto come Finlaycolor.

Fisiogramma
Pattern (o modello) fotografico ottenuto muovendo una sorgente luminosa puntiforme al di sopra di una emulsione fotosensibile.

Fissaggio
Bagno chimico che trasforma gli alogenuri d’argento non esposti in un composto di sali d’argento solubili, sia sul negativo, sia sulla stampa. L’immagine viene così definitivamente “fissata” e la luce bianca non ha più alcuna influenza su di essa. Le sostanze più comunemente usate nel bagni di fissaggio sono il sodio tiosolfato e il tiosolfato di ammonio, quest’ultimo ad azione più rapida.

Flou
Diffusione presentata da un’immagine e ottenibile al momento della ripresa o dell’ingrandimento dato che è possibile montare sulla fotocamera o sull’ingranditore uno . speciale obiettivo (o addizionale ottico) denominato “flou” (soft-focus).

Flusso luminoso
Intensità di una sorgente luminosa, misurata in lumen.

Focale (lunghezza)
La distanza fra l’obiettivo (o più precisamente il punto nodale posteriore) e il piano focale, quando il sistema di messa a fuoco è regolato sull’infinito.

Focale (piano)
Retta normale all’asse ottico passante per il focus. Questa forma il piano di messa a fuoco, quando si sia effettuata l’impostazione su infinito dei sistema per la regolazione della distanza di ripresa.

Focale (punto)
Punto luminoso sull’asse ottico, nel quale tutti i raggi provenienti dal soggetto si intersecano, in un punto comune di messa a fuoco ben definita.

Formato
Dimensioni del negativo, della carta fotografica o dell’area coperta dal sistema di traguardazione della fotocamera.

Fotocamera a cassetta (box-camera)
La più semplice fotocamera mai realizzata, presentata per la prima volta da George Eastman, nel 1888: è composta da un obiettivo semplice a un solo elemento, da una scatola impermeabile alla luce, con una sede per la pellicola. L’otturatore e il diaframma sono generalmente regolati per 1 /25 di sec., con f/11. Non è necessario effettuare la messa a fuoco dato che l’obiettivo è impostato sulla distanza iperfocale, che dà immagini di buona qualità, purchè il soggetto non sia troppo vicino.

Fotocamera a lastre
Fotocamera progettata per lavorare con lastre fotografiche e che comunque può anche accettare pellicola in spezzoni (e/o pellicole piane).

Fotocamera a ottica fissa
Sistema di fotocamera con obiettivo non intercambiabile, non potendosi così montare obiettivi di lunghezza focale diversa.

Fotocamera a reflex
Sistema costruttivo adottato nelle fotocamere in cui si impiega uno specchio per riflettere i raggi, che formano l’immagine, su un vetro smerigliato corredato di un sistema di traguardazione e di messa a fuoco.

Fotocamera a stativo
Fotocamera per il grande formato, normalmente montata su uno stativo.

Fotocamera da studio
Fotocamera montata su cavalletto per il grande formato, che ha uno schermo a superficie smerigliata (vetro smerigliato) con piano di immagine per la traguardazione e la messa a fuoco.

Fotocamera panoramica
Fotocamera con speciale ottica in grado di ruotare attorno al suo punto nodale, tracciando un’immagine dell’area esplorata su una lastra o una pellicola incurvata.

Fotocamera per detective
Apparecchio fotografico portatile, molto in voga nell’epoca vittoriana, progettato con forme mimetizzate, in modo da apparire come una bombetta, un orologio da tasca o un binocolo.

Fotocellula al selenio
Elemento fotosensibile impiegato in molti tipi di esposimetro. Genera una corrente elettrica la cui intensità è proporzionale alla quantità di luce incidente sulla sua superficie. Poco sensibile alle ridotte intensità luminose.

Fotografia
Il termine fotografia viene utilizzato generalmente sia per definire la tecnica che permette di creare immagini, su un supporto sensibile alla luce, sia ad una un’immagine ottenuta con tale tecnica, sia più generalmente ad una forma d’arte che utilizza questa tecnica. La parola fotografia ha origine da due parole greche: φως (phos) e γραφίς (graphis).
Le tecnologie digitali memorizzano l’immagine su un supporto magnetico, ottico o elettronico.

Fotografia aerea
La fotografia aerea viene principalmente utilizzata per la produzione di mappe e carte geografiche. Essa consente di seguire lo sviluppo urbanistico, e, grazie anche all’uso di satelliti, documentare la distribuzione della popolazione animale e delle specie vegetali.

Fotografia subacquea
Le macchine fotografiche subacquee dispongono di un alloggiamento a tenuta d’acqua con una finestrella di vetro o plastica posta davanti all’obiettivo. Di solito, nelle ore di luce è possibile scattare fotografie fino a una profondità di 10 metri, mentre per profondità più elevate si richiede l’ausilio di una luce artificiale, come un flash o una lampada alogena.

Fotografia scientifica
Nella ricerca scientifica da molti strumenti ottici, quali il microscopio, il telescopio e lo spettroscopio, è possibile ottenere immagini fotografiche. Tanti altri strumenti scientifici, come il microscopio elettronico, l’oscilloscopio e i terminali dei computer, sono tutti equipaggiati con accessori per scattare fotografie o con adattatori che permettono l’uso di una normale macchina fotografica.

Fotografia astronomica
In astronomia, la fotografia riveste un ruolo d’importanza assoluta. Gli scienziati possono ottenere precise registrazioni della localizzazione e della luminosità dei corpi celesti.

Fotografia all’infrarosso
Se trattate con coloranti speciali le emulsioni fotografiche possono diventare sensibili ai raggi infrarossi. Questi penetrano la foschia atmosferica e permettono di scattare foto molto dettagliate da lunga distanza o da alta quota. Poiché qualsiasi oggetto emana raggi infrarossi, questo tipo di fotografia può essere impiegata nella più completa oscurità. Rivela anche minime variazioni di temperatura, oltre che l’assorbimento o la riflessione di raggi infrarossi da parte degli oggetti.

Fotografia all’ultravioletto
Questo tipo di fotografia si basa sull’illuminazione di un soggetto con una sorgente di luce all’ultravioletto, e la macchina fotografica registra, grazie a uno speciale filtro, solo i raggi ultravioletti riflessi. Un’importante applicazione di questo metodo viene impiegata nello studio di dipinti restaurati, e documenti cancellati, poiché le ridipinture e le tracce di scrittura rimossa diventano visibili alla luce ultravioletta.

Fotogramma
Pattern o disegno ottenuto sovrapponendo un oggetto opaco o trasparente su una emulsione fotosensibile, successivamente esposta alla luce e sviluppata.

Fotogrammetria
Metodo per una precisa misurazione in fotografia. Usato soprattutto in cartografia (rilevamenti aerei), in progettazioni architettoniche e in lavori d’ingegneria.

Fotometro
Strumento per la misurazione della luce riflessa da una superficie. Il metodo con cui opera è quello dei confronto fra la luce riflessa e quella di una sorgente standard, all’interno dei fotometro. Il ridotto angolo di lettura consente sovente di misurare dal punto in cui si trova la fotocamera la luce riflessa da piccole aree dei soggetto.

Fotomicrografia
Registrazione fotografica di soggetti piccolissimi.

FOV
Field of View, il numero di volte che il sensore “allunga” la focale dell’obiettivo rispetto allo standard 35mm.

Fox-Talbot, William H. (1800-1877)
Matematico inglese, che inventò il primo processo fotografico negativo/positivo, denominato callotipo. Tale sistema non fu molto diffuso sino al 1841, epoca in cui era molto affermato il dagherrotipo.

Fratelli Alinari
La F.lli Alinari nasce a Firenze nel 1852.
Gli Archivi Alinari sono depositari di 120.000 negativi storici su lastra della produzione 1852-1920, e tutto l’imponente fondo dei negativi in bianco e nero dalla costituzione dell’Alinari I.D.E.A. ad oggi, cui si sono aggiunti negli anni più recenti, altri 400.000 fotocolors.

Fresnel (lente di)
Condensatore ottico applicato al centro di alcune lenti di traguardazione smerigliate, che ingrandisce una determinata zona dell’immagine, facilitandone una corretta messa a fuoco.

Fresnel (schermo di)
Condensatore ottico applicato sulle lampade spot, allo scopo di concentrare i raggi di una sorgente luminosa e di orientarli in un fascio di diametro ridotto.

Fuoco fisso
Sistema di ottica senza possibilità di regolazione della messa a fuoco, proprio delle fotocamere più semplici ed economiche. L’obiettivo è permanentemente impostato su una determinata distanza di ripresa, in genere sulla distanza iperfocale. Con un’apertura media (F/11), si possono riprendere con sufficiente nitidezza quasi tutti i soggetti entro una distanza da circa 2 metri all’infinito.

Fuoco (messa a)
Sistema meccanico, grazie al quale l’obiettivo si sposta rispetto al piano dell’immagine, in modo che sul fotogramma venga tracciata un’immagine nitida (cioè a fuoco).

G (curva)
Gradiente medio di una curva caratteristica. Descrive ed esprime valori analoghi a quelli dei “gamma”. La maggior parte dei tempi di sviluppo delle pellicole raccomandati dalle Case produttrici sono correlati a specifici livelli G.

Gamma
Misura usata in sensitometria, per indicare l’angolazione dei tratto rettilineo di una curva caratteristica di un’emulsione. Esprime il grado di sviluppo ed è un criterio per misurare il contrasto.

Gamma di brillanza
Espressione soggettiva per definire la differenza di luminosità fra le luci alte e le ombre più scure di una scena, sia sul negativo, sia sul positivo.

Gelatina
Mezzo usato nelle emulsioni sensibili per tenere in sospensione gli alogenuri d’argento fotosensibili.

Gomma lacca
Resina naturale, con un basso punto di fusione. In fotografia viene per lo più impiegata per il montaggio a secco delle stampe.

Gradazione
La latitudine di contrasto di toni presentata da una foto. Si distinguono tra gradi: morbido, normale e contrasto (duro).

Grado
Indicazione numerica che identifica le caratteristiche di contrasto della carta da stampa, e che va da 0 a 5, cioè da morbido a molto duro. Medesimi indici di gradazione della carta forniti da produttori diversi non corrispondono necessariamente alle stesse caratteristiche di contrasto.

Grado di velatura
Termine riferito all’aliquota di densità prodotta sulle emulsioni nel corso dei trattamento, quando gli alogenuri inutilizzati si trasformano in argento metallico nero.

Grana
Gli alogenuri d’argenti esposti e sviluppati formano dei grani d’argento metallico, di colore nero, che determinano l’immagine visibile.

Granulometria
Misurazione oggettiva su basi fisiche dell’intensità e dell’estensione dei fenomeno di conglomeramento degli alogenuri d’argento su una determinata emulsione.

Granulosità
Conglomeramento di granuli di alogenuri d’argento su un’emulsione, visibile nell’immagine fotografica a causa degli spazi fra i grani. Il fenomeno si produce durante l’esposizione ed è soprattutto evidente nelle aree della stampa con toni medi ed uniformi.

Helmholtz, Hermann (1821-1894)
Fisico tedesco. Collaborò con Young allo sviluppo della teoria sulla visione dei colore, detta teoria di Young-Helmholtz.

Herschel, sir John (1792-1871)
Figlio di Sir William Herschel. Scoprì i tiosolfati (agenti fissanti) e fece molte ricerche nel campo della chimica fotografica.

Herschel, sir William (1736-1822) Scoprì i raggi infrarossi, cioè quella parte dello spettro elettromagnetico invisibile all’occhio umano. Ideò inoltre un sistema di registrazione e di misurazione di queste onde.

High key
Fotografia nella quale predominano le aree di toni a tutta luce, con pochi effetti di mezzi toni e di ombre.

Hill, David Octavius (1802-1870)
Fotografo scozzese, che in collaborazione con Robert Adamson realizzò bellissimi callotipi di famose personalità del suo tempo.

1 (posizionamento su)
Lettera segnata su alcuni tipi di fotocamere a cassetta, economiche, per indicare la velocità per istantanee dell’otturatore, su circa 1 /50 di secondo.

HK
High Key, tecnica di ripresa in cui il bianco domina e contrasta con un dettaglio in colore scuro.

Höpker, Thomas
Nasce il 10 giugno 1936 a Monaco di Baviera. Agli inizi segue la corrente della “Fotografia soggettiva”, di Otto Steinert.
Nel 1992 diviene Vice Presidente della “Magnum Photos”.
Nel 1999, ottiene un riconoscimento da parte del Ministero tedesco degli Esteri, per il film televisivo La morte in un campo di mais, realizzato nel 1998 in Guatemala.
Dal 2003 al gennaio 2007 ha rivestito la carica di Presidente della “Magnum Photos”.

HSM
Hyper Sonic Motor, obiettivi Sigma che utilizzano motori ad ultrasuoni per l’autofocus.

Idrochinone
Riduttore. Forte azione rivelatrice, se usato con alcali forti. Componente per rivelatori standard e finegranulanti al metolo, oppure al fenidone.

IF
Inner Focus, obiettivi la cui messa a fuoco avviene per il movimento delle lenti interne all’obiettivo e non per la variazione della lunghezza esterna dell’obiettivo.

Illuminazione
In assenza di un’adeguata illuminazione solare, i fotografi utilizzano luce artificiale per illuminare i soggetti, in interni come in esterni. La sorgente artificiale più comunemente usata è il flash elettronico.

Imbianchimento (sbianca)
Fase dei processo di viraggio, di intensificazione e del trattamento del colore. L’immagine d’argento in bianco e nero, ottenuta dall’esposizione e dallo sviluppo, può essere di nuovo sbiancata in un alogenuro, in grado di ridurre la densità (indebolitore), di rimuovere completamente l’argento metallico con il fissaggio (nel trattamento a colori), o con il viraggio (nel b/n).

Imbibenti (umettanti)
Agenti chimici che, se usati in minima quantità, riducono la tensione di superficie dell’acqua. Essi vengono generalmente aggiunti al lavaggio finale di pellicole e lastre per migliorare lo sgocciolamento e quindi prevenire i caratteristici segni conseguenti all’essiccamento.

Immagine al vivo
Termine usato per definire una fotografia senza margini, stampata fino ai limiti della carta.

Immagine latente
L’immagine invisibile, tracciata a seguito dell’esposizione, e rivelata solo al momento dello sviluppo.

Immagini al tratto
Immagine fotografica a totale prevalenza di zone nere e bianche, senza gradazioni intermedie, ottenuta usando pellicola, rivelatore e carta da stampa a forte contrasto. Tali immagini si ottengono dalla riproduzione di altre immagini al tratto, oppure da soggetti con continuità di tono.

Indebolitore
Soluzione in grado di asportare argento da negative e stampe. Si usa per ridurre la densità e modificare così il contrasto presentato da una emulsione fotografica.

Indebolitore di Farmer
Un indebolitore che asporta uguali quantità d’argento da tutta la superficie. Ne consegue una riduzione della densità e un leggero aumento dei contrasto.

Indebolitore proporzionale
Riduce la densità dell’immagine proporzionalmente alla quantità d’argento presente. Ne risulta una riduzione della densità e del contrasto.

Indebolitore al persolfato d’ammonio
La soluzione riduce la densità, il contrasto e le “luci alte”.

Indebolitore proporzionale
Metodo chimico per ridurre l’eccesso di densità e di contrasto in un negativo fotografico. (v. “indebolitore”).

Induritore
Sostanza chimica, in genere allume di potassio o di cromo, usata nelle soluzioni di fissaggio per consolidare le caratteristiche fisiche dell’emulsione.

Infinito
In fotografia, indica una distanza tanto estesa che, rispetto alla quale, non hanno più importanza alcuna variazioni finite. In pratica, si riferisce ai soggetti oltre 1000 metri o, come si suol dire, all’orizzonte.

Infrarosso (IR)
La parte dello spettro elettromagnetico al di là dei rosso, invisibile per l’occhio umano. In fotografia le onde infrarosse possono essere registrate su emulsioni a specifica sensibilizzazione, che danno immagini in bianco e nero o a colori, non ottenibili con il normale materiale fotografico.

Ingrandimento
Dimensioni dell’immagine rispetto a quelle dei soggetto riprodotto. Esprime il rapporto fra distanza obiettivo-soggetto e la distanza obiettivo-immagine. Pertanto, quando la distanza dei soggetto è pari alla distanza dell’immagine, l’ingrandimento è = 1. Si riferisce anche al rapporto fra la dimensione della stampa e quella del negativo.

Ingrandimento
Stampa avente dimensioni superiori a quelle del negativo originale, ottenuta mediante proiezione dell’immagine.

Intensificazione
Metodo chimico che consente di aumentare maggiormente la densità di un’immagine fotografica. Applicabile in genere ai negativi, soprattutto se sotto-sviluppati e non piuttosto sotto-esposti. Il processo di rinforzo comporta una sbianca, cui fa seguito un nuovo sviluppo dell’immagine.

Invertibile
Materiale sensibile appositamente studiato per dare un positivo dopo essere stato esposto alla luce nella fotocamera: esiste materiale invertibile in b/n e a colori, sia per diapositive che per stampe.

Iperfocale (punto)
Il punto più vicino alla fotocamera, sufficientemente nitido, quando l’obiettivo è impostato sull’infinito. Con l’obiettivo a fuoco sul punto iperfocale, la profondità di campo si estende dalla metà della distanza che intercorre fra l’apparecchio e il punto suddetto all’infinito. Le fotocamere a fuoco fisso si basano su questo principio.

Ipersensibilizzazione
Sistema per aumentare la sensibilità alla luce di un’emulsione prima dell’esposizione.

Ipo
Abbreviazione comune di iposolfito di sodio, sostanza usata nel bagni di fissaggio. Così veniva erroneamente definito il tiosolfato sodico.

Ipoeliminatore Schiarente.
Soluzione chimica che rimuove ogni traccia di fissatore dell’emulsione.

IR o R (posizionamento su)
Indicazione, di colore generalmente rosso, posta sulla montatura di molti vecchi obiettivi, per segnalare la variazione di fuoco necessaria per la fotografia all’infrarosso.
Filtri o pellicole sensibili a questa lunghezza d’onda.

Irradiazione
La struttura fisica dell’emulsione, e la distribuzione dei granuli di alogenuro d’argento, determinano la diffusione della luce in uno strato dell’emulsione. Ne deriva una ridotta definizione dell’immagine, più accentuata nelle emulsioni più spesse, che non nelle emulsioni più sottili.

IS
Image Stabilization, sistema di stabilizzazione delle immagini usato in alcuni obiettivi.

ISO
International Standard Organisation, indica quanto la pellicola o il sensore digitale è sensibile alla luce. Più elevato è il numero degli ISO, meno luce serve per fare una fotografia.

Ives, Frederic (1856-1937)
Inventore dei fotocromoscopio, per la visione delle diapositive a colori. Queste diapositive erano realizzate da un’unica lastra, formata da tre ` negativi, ognuno sensibile ad uno dei tre colori primari.

Joule
Unità di misura usata per quantificare la potenza dei lampeggiatori elettronici. Equivalente a 1 Watt/sec o a 40 lumen/sec. E’ usato come misura di confronto fra i due diversi sistemi flash. Tanto più numericamente elevata è la cifra relativa ai joules, tanto maggiore è l’intensità della luce irradiata.

JPEG
Joint Photographic Experts Groups, formato di memorizzazione utilizzato per le immagini digitali.

MF
Manual Focus, messa a fuoco manuale.

MTF
Modulation Transfer Function, misura del potere risolvente di un sistema ottico. Un valore elevato indica un maggiore potere risolvente.

Kelvin (K)
Unità di misura della scala termometrica assoluta, usata per misurare la temperatura cromatica delle sorgenti luminose. I valori Kelvin sono compresi fra 2000 K e oltre 10.000 K.

Kilowatt
Misura della corrente elettrica e, indirettamente, della potenza luminosa. Corrisponde a 1000 Watt.

Kostinski (effetto)
Effetto di sviluppo, secondo il quale i punti densi di un’immagine tendono a slittare, uno rispetto all’altro, così come i punti luminosi. Questo fenomeno si verifica quando il rivelatore non è uniformemente distribuito sulle parti dell’immagine, e si esaurisce rapidamente laddove due punti sovraesposti si fondono insieme. Poiché lo sviluppo continua sulla loro superficie esterna, questi punti vengono a slittare lateralmente. L’agitazione dei bagno distribuisce il rivelatore della giusta misura, evitando così il manifestarsi dell’inconveniente.

Lampada
Termine generico usato in fotografia, per descrivere le sorgenti luminose artificiali.

Lampada ad arco, con elettrodi di carbone.
Sorgente luminosa, nella quale la corrente elettrica viene fatta passare fra due elettrodi di carbone: la luce così prodotta è molto intensa e contiene una notevole quantità di luce ultravioletta e blu. Mano a mano che gli elettrodi di carbone bruciano, si forma una polvere di cenere
bianca.

Lampada alogena al tungsteno
Moderna versione di una normale lampada al tungsteno, rispetto alla quale è molto più piccola e ha una miglior stabilità cromatica in quanto il gas qui adoperato non produce annerimento.

Lampada a riflettore
Sorgente luminosa artificiale, costituita da un riflettore a forma di scodella e da una lampadina con filamento di tungsteno, di potenza oscillante da 125 a 500 Watt. Dà un’illuminazione uniforme dei soggetto.

Lampada a vapori di mercurio
Sorgente luminosa artificiale, nella quale la corrente elettrica viene fatta passare in un’ampolla (o tubo) contenente vapori di mercurio.

Lampada survoltata
Sorgente artificiale al tungsteno specificamente usata a un voltaggio superiore a quello normale per aumentare l’irradiazione luminosa e ottenere una maggior costanza della temperatura cromatica.
Durata d’esercizio (vita) decisamente ridotta. Può essere usata anche a voltaggio normale quando non si abbia da fotografare o da procedere alla lettura esposimetrica.

Lampeggiatore elettronico
Sorgente luminosa artificiale ottenuta facendo scoccare una scintilla fra due elettrodi inseriti in un tubo (ampolla) riempito di gas. Una singola lampada è in grado di erogare migliaia di lampi.

Laser
Abbreviazione di: Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation (amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazioni). È una sorgente di luce intensa, coerente e parallela, con un fascio molto sottile.

Lastra
Una lastra di vetro su cui viene applicata un’emulsione fotosensibile.

Lastre a secco
Termine usato per definire le lastre ricoperte da uno strato di emulsione in gelatina, introdotte all’epoca in cui era ancora popolare il trattamento al collodio umido. Questo termine ricorre oggi soltanto nel testi di storia della fotografia.

Latitudine di esposizione
La latitudine non è altro che il margine di errore entro il quale il film, una volta sviluppato e stampato, può comunque rendere i colori reali ed i valori tonali della scena fotografata.

Lavaggio
Parte finale dei processo, che rimuove dall’emulsione i residui chimici e i complessi solubili d’argento.

Legge dell’inverso del quadrato
Stabilisce che l’intensità della luce incidente su una determinata superficie è inversamente proporzionale al quadrato della distanza cui è posta la sorgente luminosa.

Lente biconcava
Lente semplice, o tipo di lente in un obiettivo composto, la cui superficie è incurvata verso il centro ottico. Diverge i raggi luminosi, allontanandoli dal punto focale.

Lente biconvessa
Lente semplice, la cui superficie curva verso l’esterno, in direzione opposta al centro ottico della stessa. Converge i raggi luminosi, dando un’immagine reale.

Lente convergente v. “Lente convessa”.

Lente convessa
Lente che causa la convergenza dei raggi luminosi provenienti dal soggetto, formando un’immagine.

Lente di messa a fuoco
Lastra di vetro smerigliato, posta nella fotocamera a livello dei piano su cui si forma l’immagine consentendo così ,l’osservazione dell’immagine, la corretta traguardazione e la messa a fuoco.

Lente divergente
Lente che costringe i raggi luminosi provenienti dal soggetto a deviare, allontanandosi dall’asse ottico; ad esempio, la lente concava o negativa.

Lente negativa
Lente semplice, concava che porta i raggi luminosi a divergere dall’asse ottico.

Lettura esposimetrica a luce riflessa
Misurazione effettuata con il fotometro (o più comunemente con l’esposimetro) della luce indiretta, cioè riflessa dal soggetto verso cui deve quindi essere puntato l’esposimetro. Poichè le superfici riflettono la luce in quantità diversa, correlata cioè alle loro caratteristiche fisiche, la lettura della luce riflessa è specifica per le aree di cui si effettua la misurazione.

Lettura integrata
Termine riferito al sistema di determinare l’esposizione facendo la media fra la lettura delle zone più o meno luminose (ombre) del soggetto.

Linee nere
Linee nere causate sull’emulsione fotografica da abrasioni o eccessiva pressione.

LK
Low Key, “tono basso”, tecnica di ripresa in cui vi è una predominanza di toni scuri, con occasionali aree di luce o di bianco puro.
In fase di stampa, l’esposizione dovrebbe essere quella necessaria a separare il nero pieno dai toni scuri.

Low key
Stampa in cui predominano le ombre, con soli uno o due punti di luminosità maggiore su tutta l’area. Prodotto con controllo dell’illuminazione e dell’esposizione al momento della ripresa.

Luce
Radiazione di energia visibile, facente parte dello spettro elettromagnetico, con lunghezza d’onda compresa fra 4000 e 7000 A (400-700 nm = nanometri). Questa banda di lunghezze d’onda indica le variazioni di colore dello spettro visibile, cioè dal violetto al rosso scuro.

Luce a catodo freddo
Sorgente di luce fluorescente a bassa temperatura usata negli ingranditori con diffusore. Tende ad attenuare il contrasto e ad accentuare la definizione.

Luce di sicurezza
Sistema di illuminazione della camera oscura non in grado di influire sulla emulsione sensibile. Serve per una vasta gamma di materiali dalla carta da stampa alle pellicole ortocromatiche. Le raccomandazioni date dal produttori in merito alla luce di sicurezza accompagnano sempre ogni confezione di materiale fotosensibile e debbono essere scrupolosamente osservate.

Luce emergente
Luce che è passata attraverso un mezzo trasparente o traslucido. La quota di luce emergente dipende dalla densità dei mezzo attraverso cui è passata e dalla luminosità della sorgente di luce incidente. La luce emergente è sempre inferiore alla luce incidente, ma l’aliquota persa dipende dalla densità dei mezzo attraverso cui la luce è stata fatta passare.

Luce incidente
Luce che cade su una superficie o su un soggetto, senza essere da questi riflessa.

Luce incidente (lettura della)
Sistema di lettura consentito da alcuni esposimetri, per accertare l’intensità della luce incidente su un determinato soggetto. In questo caso, l’esposimetro viene rivolto direttamente verso la sorgente luminosa.

Luce lampo
Data da una sorgente luminosa artificiale (flash) che dà un’illuminazione breve, ma molto intensa, ottenuta dalla combinazione di alcuni gas all’interno di una ampolla di vetro. Due tipi: il lampeggiatore elettronico, alimentato da pile o accumulatori, in cui si ha a disposizione un numero quasi illimitato di lampi, e le lampadine flash a combustione, in cui ogni lampadina non può essere usata che una sola volta.

Luce parassita
Luce diffusa dall’obiettivo, o riflessa dall’interno della fotocamera, che colpisce l’emulsione, durante l’esposizione, senza produrre un’immagine. Il fenomeno si riduce notevolmente, quando le superfici vetro-aria dell’obiettivo sono ricoperte da uno strato trasparente di fluoruro di magnesio e l’interno della fotocamera è di colore nero opaco. La luce parassita abbassa il contrasto dell’immagine.

Luce polarizzata
Raggi di luce obbligati a vibrare secondo un unico piano.

Luci alte
Le parti più luminose dei soggetto, cui corrispondono forti depositi di argento metallico nero sul negativo e zone brillanti sulla stampa o nella diapositiva.

Lumen
Unità dell’intensità luminosa incidente su una superficie.

Lumen/secondo
Unità di misura della quantità di luce globale emessa da una sorgente luminosa fotografica.

Luminanza
Quantità misurabile di luce emessa o riflessa da una sorgente.

Lunga focale
Ottica la cui lunghezza focale è molto superiore alla misura della diagonale dei formato della pellicola con la quale è usato l’obiettivo.

Lunghezza d’onda
Descrive la distanza da cresta a cresta fra due onde di luce dello spettro elettromagnetico. Le lunghezze d’onda sono misurate in nanometri (nm) e unità Angstrom (A).

Lux
Unità di misura dell’illuminamento prodotto da una sorgente puntiforme avente l’intensità di una candela su una superficie posta a 1 m (1 lumen = 1 lux/M2)

Macchie da essiccatura
Le macchie sull’emulsione dovute ad essiccatura irregolare determinano zone di densità non uniforme, che possono venire riprodotte anche sulle stampe. Tali macchie da essiccatura sull’emulsione non possono venire eliminate. Vi sono inoltre macchie dovute alla presenza di sporcizia sul dorso dei negativo, che possono invece essere tolte.

Macchina fotografica analogica
La macchina fotografica analogica è lo strumento con il quale la pellicola può essere esposta in modo controllato. Le macchine analogiche constano di quattro componenti basilari: il corpo, l’otturatore, il diaframma e l’obiettivo. Collocata nel corpo vi è una sezione a tenuta di luce nella quale viene avvolta ed esposta la pellicola. Sempre nel corpo, tra la pellicola e l’obiettivo, si trovano il diaframma e l’otturatore. L’obiettivo inserito nella parte frontale del corpo è un gruppo di lenti di vetro ottico: racchiuso in un anello di metallo o cilindro, permette al fotografo di mettere a fuoco l’immagine sulla pellicola. Il diaframma, un’apertura circolare dietro l’obiettivo, agisce in sincronia con l’otturatore per permettere alla luce di raggiungere la pellicola. Questa apertura può essere fissa, o regolabile. I diaframmi regolabili si compongono di strisce sovrapposte, di metallo o plastica, che quando si divaricano formano un’apertura di diametro variabile. Le aperture corrispondono a una scala numerica chiamata f-stop evidenziata sull’apparecchio o sull’obiettivo. L’otturatore, attivato da una molla, tiene la luce fuori dell’alloggiamento della pellicola eccetto durante il tempo di esposizione.

Macrofotografia
Foto a distanza estremamente ravvicinata realizzata con una fotocamera piuttosto che un microscopio. In genere tale definizione indica quelle foto in cui, anche se il soggetto ha dimensioni superiori a quelle dell’originale, non oltrepassa comunque un ingrandimento di x10.

Maddox, Richard Leach (1816-1902)
L’inventore dei sistema di “annegare” in gelatina gli alogenuri d’argento, da cui derivò poi la lastra secca.

Magenta
Colore complementare dei verde. Composto da luce rossa e blu. Manicotto per avvolgimento della pellicola Borsa a sacchetto di tessuto opaco, a perfetta tenuta di luce, all’interno della quale possono venire manipolati con sicurezza i materiali fotosensibili.

Maisel, Jay (New York)
Fotografo americano di fama mondiale.

Mascheramento
Tecnica di controllo della densità di un negativo, o della saturazione dei colore, mediante l’uso di una maschera debole.

Materiale sensibile
In fotografia, qualsiasi “prodotto” in grado di reagire al potere attinico della luce. Matrice nel linguaggio fotografico, definisce una immagine in rilievo, costituita di solito da gelatina, usata in procedimenti quali la stampa con il sistema a dye transfer.

Mercurio cloruro
Sostanza chimica usata per alcuni bagni intensificatori (ad esempio, l’intensificatore al mercurio).
Messa a fuoco a cremagliera e pignone Sistema meccanico di messa a fuoco usato nella maggior parte delle fotocamere da studio e a monorotaia. Un pignone ingrana su un lato la cremagliera. La messa a fuoco avviene ruotando una manopola o un ingranaggio vicino all’obiettivo o al vetro smerigliato: di qui il movimento dell’obiettivo o dei piano di immagine con conseguente variazione della messa a fuoco.

Metolo
Riduttore ad azione morbida, specie in presenza di un alcale debole. Usato spesso in combinazione con l’idrochinone, costituisce la base dei rivelatore universale tipo MO, a grana fine, indicato sia per negativi, sia per stampe.

MF
Manual Focus, messa a fuoco manuale.

Microfilm
Il microfilm è una riduzione fotografica realizzata in un formato molto piccolo nell’archiviazione di informazioni che altrimenti occuperebbero spazi enormi.

Microflash
Lampo elettronico di brevissima durata, usato per illuminare soggetti che si muovono a velocità molto elevata, ad esempio in balistica.

Microfotografia
Fotografia riproducente soggetti di dimensioni estremamente limitate. Usata di solito per la riproduzione di documenti, pagine di libri, ecc.
Viene usato talvolta per definire le lunghezze d’onda, invece delle unità Angström.

Millimicron
La millesima parte di un micron. È esso pure unità di misura delle lunghezze d’onda.

Mired
Abbreviazione di Micro Reciproca Degree una scala di misura della temperatura cromatica: il valore in mired di una sorgente luminosa si ottiene dividendo per 1.000.000 la sua temperatura cromatica espressa in K.

Mirino
Sistema usato per la composizione e talvolta per la messa a fuoco dei soggetto. Ne esistono diversi tipi: a visione diretta, ottico, a vetro smerigliato o a reflex.

MNAF
Museo Nazionale Alinari della Fotografia

Moholy-Nagy, Laszlo (1895-1946)
Pittore e fotografo ungherese, che dette vita a una scuola di immagini e di fotomontaggi astratti, usando la fotografia come mezzo di espressione. Monobagno Soluzione unica, nella quale sono contenuti e combinati il rivelatore e il fissatore, per il trattamento della pellicola in bianco e nero. Sistema rapido e conveniente, che non permette però di controllare il grado di sviluppo.

Monocromatico
Raggio luminoso composto di luce di una sola lunghezza d’onda. Dicesi anche di un colore unico.

Montaggio
Immagine composta, realizzata combinando insieme fotografie diverse.

Montaggio a secco
Metodo per incollare le stampe su un supporto di montaggio, facendo riscaldare con una pressa calda uno strato di gommalacca, posto fra la stampa ed il supporto di montaggio.

Movimenti della fotocamera
Sistemi meccanici mobili, molto usati con le fotocamere di grande formato, che consentono di spostare l’obiettivo ed il piano della pellicola dalla normale posizione. Questi movimenti (basculaggi) permettono di dare maggiore profondità di campo in determinati piani d’immagine, e possono altresì correggere o deformare i contorni della stessa.

MTF
Modulation Transfer Function. Misura del potere risolvente di un sistema ottico.
Muybridge, Edward James (1830-1904)
Fotografo inglese che per primo riprese il movimento degli animali, realizzando una sequenza di immagini.

Nadar
Pseudonimo di Gaspard-Fèlix Tournachon, pittore, caricaturista, scrittore e fotografo, nato a Parigi il 6 aprile 1820.

ND
Neutral Density, filtro da porre sull’obiettivo, per ridurre la luce che entra nell’obiettivo. Si usa per allungare i tempi di esposizione, in condizioni particolari.

Nebulizzazione
Sistema di ritocco delle fotografie in bianco e nero e a colori. Consiste nell’applicare il colore con un nebulizzatore ad aria compressa, su zone ben precise dei negativo o della stampa. Una nebulizzazione accurata richiede molta abilità ed è un lavoro altamente specializzato.

ND
Neutral Density, filtro (grigio), usato per ridurre la luce che entra nell’obiettivo ed allungare i tempi di esposizione.

NEF
Nikon Electronic image Format, è il formato RAW di Nikon.

Negativi di separazione
Negativi in b/n, in genere preparati in gruppi di tre o quattro, realizzati con filtri che analizzano la composizione cromatica dell’originale in termini di blu, verde e rosso. Sono usati soprattutto nella stampa fotomeccanica a colori e nel processi di stampa “dye transfer”. Negativo L’immagine prodotta su una emulsione fotografica dall’azione congiunta dell’esposizione e dello sviluppo, in cui i valori tonali sono invertiti cosicchè le zone a più alta intensità luminosa appaiono come ombre profonde, mentre le zone d’ombra appaiono trasparenti. Newton, anelli di Anelli di luce colorata prodotti quando due vetri o due materiali trasparenti sono posti a contatto parziale tra loro. Osservati spesso nel telaietti porta-diapositive con vetrini di protezione e nel porta-negativi con vetro.

Niepce, Joseph-Nicéphore (1765-1833)
Francese, cui si accredita l’invenzione della fotografia. nel 1826, usando una “camera” fissò un’immagine positiva permanente su una lastra di peltro rivestita con bitume di Giudea. Formò più tardi una società con Daguerre, ma morì 6 anni prima che il successo arridesse al “processo Daguerre”.

Norme sul copyright
Disposizioni giuridiche che regolano i diritti di proprietà di una determinata fotografia o di una opera fotografica.

Numeri di produzione
Serie di numeri stampati sugli imballaggi dei materiali fotosensibili, per indicare un’emulsione di produzione standard. Tali numeri vengono forniti, poichè fra materiali fotografici identici si verificano leggere variazioni di contrasto e di rapidità. L’informazione è particolarmente utile quando si usano materiali per il colore o procedimenti automatizzati per la stampa in b/n.

Numero guida
Indica la “potenza” dei flash in base alla quale si determina la corretta apertura dei diaframma quando si usa luce lampo.

Obiettivi
Gli obiettivi si suddividono generalmente in grandangolari, normali e teleobiettivi. Questa classificazione dipende dalla lunghezza focale dell’ottica, che viene solitamente espressa in millimetri. Essa determina il campo di ripresa, l’ingrandimento e la profondità di campo dell’ottica. Oggi sono in commercio apparecchi in grado di utilizzare ogni categoria di obiettivi. Nel formato 35 mm, le lunghezze focali comprese tra i 20 ed i 35 mm sono considerate grandangolari. Producono una maggiore profondità di campo e un maggiore angolo di ripresa, ma rimpiccioliscono i soggetti. Un super-grandangolo, o fisheye, consente un angolo di ripresa di 180° o più ampio. Gli obiettivi con lunghezza focale compresa tra i 45 ed i 55 mm sono detti normali perché sono quelli che più si avvicinano all’occhio umano per la prospettiva e le proporzioni degli oggetti osservati. Gli obiettivi con focale più lunga, oltre gli 85 mm, sono chiamati teleobiettivi: schiacciano la prospettiva e diminuiscono la profondità di campo, ingrandendo molto il soggetto. Gli zoom, altro tipo di obiettivi, sono strutturati in modo da consentire la lunghezza focale in una stessa ottica. Sono particolarmente utili con le reflex, in quanto permettono un controllo agile e continuo nella composizione dell’immagine.

Obiettivo
Singolo elemento ottico, o insieme di superfici di vetro o di plastica, in grado di deviare la luce. In fotografia, un obiettivo può essere costituito da uno o più elementi. In linea di principio si conoscono due tipi di obiettivi semplici: i positivi (o convessi), che fanno convergere in un punto i raggi luminosi su di essi incidenti, e i negativi (o concavi), che, sempre rispetto all’asse ottico,
divergono i raggi luminosi. Negli obiettivi composti si usano entrambi i tipi, sempre allo scopo di determinare una convergenza dei raggi.

Obiettivo addizionale
Elementi ottici supplementari da montarsi
sull’obiettivo normale della fotocamera, realizzando così un sistema di diversa lunghezza focale. Si deve comunque accettare un calo qualitativo.

Obiettivo a focale variabile (zoom)
Termine alternativo per obiettivo zoom. È un obiettivo in cui la lunghezza focale può essere variata senza ricorrere ad accessori o addizionali.

Obiettivo a occhio di pesce (Fisheye)
Obiettivo supergrandangolare, il cui angolo di campo supera di solito i 100° arrivando talvolta anche a oltre 180°. La profondità di campo è praticamente infinita, per cui non necessita di alcun sistema di messa a fuoco. Tale ottica produce immagini con elevato grado di distorsione.

Obiettivo a specchio
Sistema ottico in cui sono compresi uno o più specchi. In genere gli obiettivi a specchio sono il risultato dell’assiemazione di elementi ottici ad effetto riflettente con altri ad effetto rifrangente. Sarà allora più preciso indicare con catadiottrico un tale sistema, con il quale si possono avere lunghezze focali veramente notevoli, pur rimanendo modeste le dimensioni di ingombro della costruzione stessa. Principio: i raggi luminosi vengono riflessi all’interno dei corpo dell’obiettivo, prima di raggiungere l’emulsione fotosensibile.

Obiettivo composto
Sistema ottico formato da due o più elementi, di costruzione alquanto complessa, che permette di aumentare le aperture massime, di migliorare il potere risolvente e di ridurre le aberrazioni ottiche.

Obiettivo flou
Ottica, di cui non è corretta l’aberrazione sferica, impiegata per realizzazione l’omonimo effetto.

Obiettivo grandangolare
Obiettivo con ampio potere di copertura (angolo di campo). La sua lunghezza focale è minore della diagonale dei formato della pellicola con cui lo si usa.

Obiettivo normale o standard
Così si definisce un obiettivo la cui lunghezza focale è approssimativamente eguale alfa diagonale dei formato della pellicola con cui viene usato.

Obiettivo per riproduzioni fotomeccaniche
Sistema ottico calcolato specificamente per fotoriproduzioni d’elevata qualità.

Obiettivo per ritratti
Obiettivo appositamente calcolato per il ritratto.
In genere a lunga focale dà un’immagine interessata da un modestissimo effetto di diffusione.

Obiettivo trattato
Obiettivo le cui superfici di contatto aria/vetro sono state trattate con un rivestimento di floruro di magnesio o di sodio allo scopo di ridurre i riflessi.

Olografia
Complesso procedimento fotografico per ottenere immagini tridimensionali senza l’uso di fotocamere o di obiettivi, bensì utilizzando un raggio laser riflesso su una grande lastra fotografica a grana sottile.

Opacità
Il potere di bloccare la trasmissione della luce dì un mezzo, espresso come rapporto tra luce incidente e luce emergente.

Open flash Anche: a flash aperto.
Tecnica di impiego della Luce lampo così articolata: apertura dell’otturatore, irradiazione dei lampo, chiusura dell’otturatore. In genere il tempo in cui l’otturatore rimane aperto non ha alcuna importanza, purchè la luce naturale esistente abbia un’intensità di molto inferiore a quella della luce lampo.

Oro cloruro
Sostanza chimica solubile, usata nel viraggi all’oro.

Ortocromatica
Indica una emulsione sensibile alla luce blu e verde, ma non alla luce rossa.

OS
Optical Stabilizer, sistema di stabilizzazione delle immagini usato in alcuni obiettivi.

Otturatore
Sistema meccanico usato per controllare il tempo durante il quale la luce ha “accesso” alla emulsione fotosensibile. Due i tipi più comuni sulle moderne fotocamere: quello centrale, inserito nell’obiettivo, e quello detto a tendina.

Otturatore a tendina
Tipo di otturatore, la cui tendina è posta molto vicino al piano focale. L’esposizione viene ottenuta presentando gradualmente l’emulsione fotosensibile all’azione della luce, dato che la tendina scorre proprio davanti al fotogramma.

Otturatore centrale
Otturatore situate fra le lenti di un obiettivo composito, in genere vicino al diaframma.

P
Modalità Program, calcola automaticamente una coppia tempo/diaframma. Riducendo il tempo di uno stop, la macchina automaticamente apre il diaframma di uno stop.

Pancromatica
Dicesi di emulsione sensibile a tutti i colori dello spettro visibile e a una certa banda dell’UV. Questa sensibilità non è comunque uniforme per tutto lo spettro.

Panno scuro
Panno di materiale scuro, posto sopra la testa dell’operatore e sulla parte posteriore della fotocamera, per facilitare la traguardazione dell’immagine su una lastra di vetro: usato soprattutto con le fotocamere di grande formato.

Parafenilendiammina
Indebolitore usato in alcuni rivelatori finegranulanti e cromogeni.

Parallasse
La differenza tra l’immagine di traguardazione e quella tracciata sulla pellicola. La differenza è dovuta al fatto che il soggetto risulta più vicino all’obiettivo di ripresa. Solo i sistemi a reflex monoculare (SLR) sono esenti da errori di parellasse.

Paraluce
Tubo generalmente metallico o di plastica, non trasparente, atto ad impedire che la superficie frontale dell’obiettivo venga colpita accidentalmente dalla luce.

PDC
Profondità Di Campo.

Pellicola a colori, tipo A
Pellicola a colori tarata per sorgenti di luce artificiale aventi temperatura cromatica di 3400 K.

Pellicola a colori, tipo B
Pellicola a colori tarata per sorgenti di luce artificiale aventi temperatura cromatica di 3200 K.

Pellicole fotografiche
Le pellicole variano a seconda della differente sensibilità alla lunghezza d’onda della luce visibile. Le prime pellicole in bianco e nero erano sensibili solo a basse lunghezze d’onda, e cioé al blu, mentre erano “cieche” nei confronti degli altri colori, ad esempio il rosso. In seguito vennero aggiunti i coloranti, che, assorbendo la porzione di luce corrispondente al proprio colore, fanno sì che le particelle d’argento diventino sensibili a un determinato colore. Nacque così la pellicola pancromatica, nella quale coloranti di tonalità rossa furono aggiunti all’emulsione, facendo diventare quest’ultima sensibile a tutto lo spettro visibile. Questo decisivo miglioramento rende la pancromatica la pellicola oggi più usata. La struttura e composizione della maggior parte delle pellicole negative e delle diapositive a colori si basa sui principi della sintesi cromatica sottrattiva, in cui i tre colori, il giallo, il magenta e il ciano (blu-verde), si combinano con i loro complementari per riprodurre l’intera gamma cromatica. Quando la pellicola viene esposta alla luce, un’immagine latente in bianco/nero si forma su ciascuna delle tre emulsioni. Durante lo sviluppo, l’azione chimica crea un’immagine nell’argento, proprio come sulla pellicola; il reagente poi si combina con i copulanti presenti in ciascuna delle emulsioni formando le immagini ciano, giallo e magenta. Quindi, dopo il bagno detto di sbianca, sul film rimane solo l’immagine negativa. Nelle diapositive il procedimento è leggermente diverso: i cristalli di sali, non esposti e non convertiti in argento durante lo sviluppo iniziale, vengono trasformati in immagini positive durante una seconda fase di sviluppo; in seguito, la pellicola viene immersa nel bagno di sbianca e fissata.

Pellicole “Non-substantive” (per diapositive)
Denominazione inglese riferita alle pellicole a colori la cui emulsione non contiene i copulanti cromatici che debbono essere aggiunti durante il trattamento. Questo è pertanto riservato alla Casa produttrice.

Pellicola piana
Negativa per uso fotografico, disponibile in fogli, formato standard cm. 10,2 x 12,7 e di cm. 20.3 x 25,4.

Pentaprisma
Sistema ottico in genere presente sulle fotocamere per il 35 mm che consente l’osservazione dell’immagine durante la messa a fuoco. Un sistema a specchi “raddrizza” l’immagine, correggendone anche l’inversione destra-sinistra propria dell’osservazione su vetro smerigliato.

Perossido di idrogeno (acqua ossigenata)
Prodotto chimico impiegato negli schiarenti “ipo”.

Petzval (obiettivo di)
Primo sistema ottico calcolato da Joseph Petzval. È caratterizzato da un’apertura molto ampia e in esso sono relativamente assenti fenomeni di aberrazione ottica. Molti obiettivi moderni sono stati appunto sviluppati da questo semplice modello a tre lenti. pH (scala dei valori) Sistema numerico da 0 a 14 usato per esprimere il grado di alcalinità o di acidità di una soluzione chimica. Il valore 7 rappresenta la condizione di neutralità. Quanto più si scende al di sotto del 7, tanto più aumenta il grado di acidità; viceversa quanto più si supera il 7, tanto più aumenta l’alcalinità della soluzione.

Photoflood
Sorgente di luce artificiale, composta da una lampada con filamento di tungsteno e un riflettore a parabola.

Piano d’immagine
Un piano ad angolo retto con l’asse ottico, sul quale si forma l’immagine nitida dei soggetto. Quanto più il soggetto è vicino alla fotocamera, tanto maggiore sarà la distanza fra l’obiettivo e il piano di messa a fuoco.

Piano nodale
La linea immaginaria passante attraverso il punto nodale, perpendicolarmente all’asse ottico.

Piano principale
Le linee immaginarie intersecanti i piani nodali dei sistema ottico.

Pinacriptolo
Colorante in polvere giallo e verde usato nei desensibilizzatori.

Piro
Indebolitore (abbr.) usato in bagni di sviluppo.

Polarizzazione
Le onde luminose (elettromagnetiche) oscillano in piani ortogonali (perpendicolari) alla direzione di propagazione. La polarizzazione può essere causata da un filtro di polarizzazione che obbliga la luce a vibrare in un unico piano, riducendone l’intensità. I “pol-filtri” sono anteposti agli obiettivi delle fotocamere e alle sorgenti luminose al fine di ridurre o eliminare (estinguere) i riflessi speculari dalle superfici degli oggetti.

Polarizzazione incrociata
Uso di due filtri di polarizzazione: uno sulla sorgente luminosa, l’altro fra l’obiettivo e il soggetto. Con alcuni materiali, soprattutto con la plastica, la polarizzazione incrociata determina degli effetti bi-rifrangenti, che si presentano sotto forma di bande colorate. Tali effetti vengono utilizzati nella ricerca di aree di sforzo, in costruzioni impiantistiche e civili. La polarizzazione incrociata si usa anche per eliminare i riflessi provenienti dal soggetto.

Porta-negativo
Sostiene la negativa tra la sorgente luminosa e l’obiettivo dell’ingranditore.

Positiva (lente)
Lente semplice che porta i raggi luminosi provenienti dal soggetto a convergere in un punto. Positivo In fotografia, la produzione di stampe o diapositive in cui le luci e le ombre corrispondono alla scala tonale dei soggetto originale.

Poster
Per la realizzazione di poster ci si avvale di una tecnica fotografica che adopera un certo numero di negativi a diversa separazione tonale, stampati su materiale a elevato contrasto. Dalla stampa a registro di questi negativi si ottiene così il negativo “da stampa”. La stampa finale su carta, da questo ottenuta, presenta aree di tonalità attenuata in luogo di tono continui.

Potassa caustica
Acceleratore a forte grado di alcalinità usato nel rivelatori a elevato contrasto.
Altamente corrosivo e venefico.

Potassio bicromato
Sostanza chimica usata nell’intensificatore al cromo.

Potassio bromuro
Sostanza chimica usata come rallentatore in molti rivelatori e come rialogenante nel bagni di sbianca.

Potassio carbonato
Acceleratore alcalino, ad alta solubilità usato nel bagni di sviluppo ad uso universale e per carte.

Potassio citrato
Sostanza chimica usata nel viraggi blu e verdi.

Potassio cloruro
Sostanza chimica usata in alcuni bagni di sbianca e sensibilizzatori.

Potassio ferricianuro
Sostanza chimica usata come sbianca nell’indebolitore di Farmer. Usato anche come sbiancante in molti viraggi.

Potassio idrossido (idrato) Potassa caustica.
Alcale altamente attivo, componente di rivelatori a elevato contrasto.

Potassio ioduro
Sostanza chimica usata nel bagni di sbianca, nel viraggi e nei rinforzatori.

Potassio metabisolfito
Acidificatore usato nel bagni di fissaggio e di arresto. Usato come conservante in alcuni rivelatori.

Potassio permanganato
Sostanza chimica usata in larga misura come riducente, nel bagni di sbianca, nel viraggi e nel detersivi per stoviglie.

Potassio persolfato
Sostanza chimica talvolta usata negli indebolitori iper-proporzionali.

Potassio solfuro
Sostanza chimica usata nel viraggi al solfuro (seppia). Potassio tiocianato Sostanza chimica usata in taluni rivelatori finegranulanti come solvente dell’argento. Compare anche nel viraggi all’oro.

Potere coprente (coprenza)
Area dei piano dell’immagine su cui l’obiettivo traccia un’immagine di qualità ritenuta accettabile.

Potere di risoluzione
La capacità dell’occhio, di un obiettivo o di una emulsione fotografica di “riconoscere” particolari già piuttosto fini. In fotografia, la qualità dell’immagine finale dipende dal potere di risoluzione tanto dell’obiettivo quanto dell’emulsione sensibile.
La “risoluzione” è espressa in linee/millimetro e indica il numero di linee per millimetro che risultano stampate separate tra loro o che così sono ancora percepibili all’occhio sull’immagine finale.

Prisma
Mezzo trasparente in grado di deviare con diversa entità la luce, a seconda cioè delle diverse lunghezze d’onda.

Profondità di campo
La distanza che intercorre fra il punto più vicino e quello più lontano dei soggetto traguardato e/o fotografato, ancora in grado di godere di una buona definizione d’immagine sullo stesso piano di messa a fuoco. Nella maggior parte dei casi, la profondità di campo è pari a un terzo della distanza anteriore al punto di messa a fuoco e a due terzi di quella posteriore rispetto allo stesso punto.

Profondità di fuoco
L’entità dello spostamento che il piano della pellicola può tollerare, pur mantenendo i punti dell’immagine una delineazione ancora soddisfacente, senza necessità di intervenire sul sistema di messa a fuoco dell’obiettivo. È equidistante anteriormente e posteriormente rispetto al piano di messa a fuoco ottimale.

Proiettore
Dispositivo usato per tracciare, ingrandite su uno schermo, immagini statiche o in movimento. Prolungamento dei tiraggio, triplo Fotocamera a sistema, in cui la distanza obiettivo-immagine può essere prolungata per più di 3 volte la lunghezza focale. È particolarmente usato il close-up.

Prospettiva
La relazione intercorrente fra le dimensioni dell’oggetto reale (tridimensionale) e quelle della sua raffigurazione bidimensionale. In fotografia, la prospettiva lineare dipende dal punto di ripresa ed è ottenuta con il ridursi delle dimensioni e il convergere dei piani. Con prospettiva area si definisce un effetto di profondità dovuti ai vapori atmosferici che annullano la forma dell’oggetto ed è essenzialmente riprodotto in termini di shape e colore. Questa mancanza di dettaglio crea una illusione ottica di lontananza (o distanza).

Prospettiva aerea
Effetto di distanza o di profondità determinato dal velo atmosferico. La foschia produce una notevole quantità di luce ultravioletta parassita, alla quale sono sensibili tutte le emulsioni fotografiche. Essa causa una densità uniforme sul negativo, e quindi sulla stampa, che spesso cancella la forma e crea delle immagini vaghe, senza dettaglio, sulla linea dell’orizzonte. Tale effetto contribuisce a determinare delle differenze di tono, creando in tal modo la prospettiva aerea.

Provino
Metodo dì controllo dei calcolo dell’esposizione nella stampa fotografica. Da un unico foglio di carta si ricavano più strisce test, con cui si stampano le zone più importanti dell’immagine per ottenere una selezione atta a consentire di giudicare la corretta esposizione per la stampa finale.

Punto nodale
In un sistema ottico ci sono due punti nodali. Il punto nodale anteriore (o frontale) insiste laddove i raggi di luce che penetrano nell’obiettivo appaiono puntare. Il punto nodale posteriore insiste laddove i raggi di luce appaiono emergere, dopo essere passati attraverso l’obiettivo. Ai punti nodali si ricorre per misurazioni ottiche, per esempio per il calcolo della lunghezza focale.

PW
Post Work, indica tutte le operazioni di ritocco e miglioramento di una foto digitale che vengono eseguite al computer con diversi programmi.

Quantum
La più piccola unità, non ulteriormente divisibile, di energia radiante.

Quarter plate
Lastra fotografica antiquata, già d’interesse storico, (ca. 8,3 x 10,7 cm).

Quarzo-jodio (lampada)
Denominazione in disuso per lampada alogena al tungsteno.

Rabbocco
Aggiunta di sostanze chimiche ai bagni di trattamento, onde mantenerne le caratteristiche; così il rivelatore viene rabboccato con un riducente una volta che il bagno originale presenti un inizio di esaurimento dovuto all’uso eccessivo.

Raggi X
Radiazioni elettromagnetiche oltre l’UV, che, se fatte passare attraverso un oggetto solido e messe in condizioni di agire su un’emulsione sensibile, formano un’immagine della struttura interna dei solido.

Rallentatore
Sostanza chimica presente nel bagno di sviluppo che aiuta a preservare l’indebolitore dall’azione degli alogenuri non esposti e a convertirli in argento metallico nero.
Riduce il velo chimico.
Rapidità Sensibilità, alla luce dell’emulsione fotografica. Le pellicole sono contrassegnate in ASA e/o DIN, valori che indicano appunto la loro fotosensibilità o rapidità.

RAW
Indica il formato in cui le fotocamere digitali salvano le immagini ottenute dal loro sensore prima che queste vengano elaborate.

RR
Rapporto di riproduzione, indica il rapporto matematico tra le dimensioni del soggetto fotografato e le dimensioni dell’immagine proiettata sulla pellicola/sensore.

Reciprocità (invalidamento della legge di)
Le emulsioni fotografiche sono prodotte in modo da dare una ragionevole escursione sensitometrica su una stretta fascia di tempi di posa. Oltre questi limiti la reciprocità non è più assoluta ed è necessario prolungare l’esposizione oltre quanto richiesto dalle condizioni-luce.

Reciprocità (legge di)
Afferma che l’esposizione = intensità x tempo di posa, dove l’intensità è uguale alla quantità di luce e il tempo è quello occorrente per registrare un’immagine sulla emulsione fotografica (Bunsen e Roscoe, 1866).

Recupero dell’argento
Sistema per recuperare l’argento dai bagni esauriti. Tre sono i metodi più usati: trattamento della morchia, scambio metallico e scambio elettrolitico.

Rejlander, Oscar Gustave (1813-1875)
Fotografo svedese che dopo aver studiato arte a Roma, abbandonò la professione di pittore e miniatoreper dedicarsi alla fotografia.

Retinatura
Struttura regolare creata sulla superficie dell’emulsione dei negativo, dovuta a un brusco sbalzo termico o dei grado di acidità/alcalinità durante il trattamento.

Retroproiezione
Sistema di proiezione spesso usato in studio, per ottenere un’ambientazione di sfondo. Le scene, in precedenza fotografate, vengono poi proiettate in studio su uno schermo apposito, in modo da creare un adeguato sfondo per il soggetto, anteposto allo schermo. È importante che la direzione della luce che illumina il soggetto sia analoga a quella della diapositiva proiettata; inoltre, l’intensità ed il colore dello sfondo devono armonizzare con il soggetto in primo piano.

Rettolineare rapido
Sistema ottico a due lenti formanti queI che si dice un “doublet”, simmetrico rispetto all’apertura focale. Fu introdotto da Dallmayer e Sternheil ed elimina parecchie delle aberrazioni presenti in costruzioni più semplici.

Rialogenazione
Processo durante il quale l’argento metallico nero è riconvertito in alogenuri d’argento. Usato nella decolorazione per il viraggio e per l’intensificazione.

Riconoscimento della fotografia come forma d’arte
La fotografia è oggi una forma d’arte universalmente riconosciuta. Un crescente numero di scuole offre titoli e diplomi in belle arti con specializzazione in fotografia. Le stampe originali sono vendute ai collezionisti dalle gallerie specializzate e, a riprova di una ormai solida consacrazione sul mercato dell’arte, le foto (così come le attrezzature) di interesse storico sono battute nelle più importanti case d’aste al fianco di quadri e mobili, sculture e gioielli. Libri di fotografi, cataloghi, saggi critici e storie della fotografia riempiono gli scaffali delle librerie e nelle edicole sono distribuite riviste e periodici sull’argomento. Seguendo l’esempio del newyorchese MOMA (Metropolitan Museum of Art), ormai quasi tutti i più importanti musei del mondo vantano ricche collezioni, nonché sezioni intere dedicate alla fotografia.

Riducente
Sostanza chimica contenuta nel bagno di sviluppo, che trasforma gli alogenuri d’argento esposti in argento metallico nero.

Riflessione
Raggi di luce che, dopo collisione su una superficie, ne vengono respinti. Se la superficie è lucidata e piana, si ha la cosiddetta riflessione speculare; se la superficie è irregolare, la luce viene diffusa dando luogo all’omonimo tipo di riflessione luminosa.

Riflettore
Qualsiasi superficie in grado di riflettere la luce. Si indica così anche un cartoncino bianco 0 grigio usato per riflettere la luce irradiata da una sorgente luminosa principale in un’area in ombra.

Riflettore a imbuto
Accessorio a tronco di cono da anteporsi agli spots per ridurre l’area illuminata e ottenere una maggior concentrazione della luce.

Rifrazione, indice di
Valore numerico che indica il potere con cui un mezzo come il vetro devia i raggi luminosi. Quanto maggiore è la deviazione avvenuta, tanto più elevato è l’indice di rifrazione.

Rinforzo dell’immagine latente
Sistema per incrementare la velocità relativa dell’emulsione, in caso di leggera velatura dopo l’esposizione, ma prima dello sviluppo. Si può ottenere per via chimica o fisica (luce). I tre metodi per il rinforzo dell’immagine latente sono: Bagno chimico
– Soluzione allo 0,5% di potassio metabisolfito.
– Soluzione allo 0,5% di sodio solfito. La negativa esposta viene immersa in un bagno contenente le due soluzioni sopraddette in parti uguali, quindi
risciacquata. Si continua poi il normale ciclo di sviluppo.
Vapore chimico
La negativa esposta viene messa, per circa 24 ore, in un recipiente chiuso, contenente una piccola dose di mercurio o di anidride solforosa; trascorso il tempo necessario, si procede con il trattamento normale. La durata dell’esposizione dipende dal -tipo di emulsione, e bisogna calcolarla mediante tentativi.
I risultati sono in genere poco rilevanti.
Luce
Prima dello sviluppo, la negativa viene brevemente esposta ad una luce piuttosto debole; la sorgente luminosa più indicata è una superficie illuminata indirettamente. È bene stabilire il tempo di esposizione per tentativi.

Risciacquo
Breve immersione in acqua fra due fasi dei ciclo di trattamento, per evitare il trasporto della soluzione dì un bagno in quello successivo.

Ritocco
Post-trattamento eseguito sul negativo o sulla stampa, sotto-forma di indebolimento chimico zonale, coloritura locale o tratteggio a matita o, ancora, verniciatura a spruzzo. In generale ha il compito di rimuovere le macchie che sporcano la negativa o la stampa, oppure di modificare integralmente una determinata area al fine di migliorare l’aspetto dell’immagine finale.

Rivelatore
Bagno chimico di sviluppo contenente delle sostanze riducenti, che rinforza e trasforma l’immagine latente in una nera, d’argento metallico, visibile. Per mantenere l’azione dei riduttori, si aggiungono alla soluzione altri prodotti chimici, quali acceleratori, conservanti e ritardanti. Vi sono tre tipi fondamentali di rivelatori per il b/n, la cui formula viene indicata qui di seguito. Rivelatore standard tipo MQ – indicato sia per pellicole, sia per carta, a seconda dei grado di diluizione. Usare_ la formula seguente: – Metolo 2 gr
– Idrochinone 12 gr
– Sodio carbonato (in cristalli) 7 gr -Sodio solfito 50 gr
-Acqua ad 1 litro
Rivelatore finegranulante -questo rivelatore di uso comune dà grana fine e può essere usato con quasi tutti i tipi di negativi:
– Metolo 2 gr
-Idrochinone 5 gr
– Borace 2 gr
– Sodio solfito 100 gr
-Acqua ad 1 litro
Rivelatore a elevato contrasto – produce un contrasto molto accentuato.
Soluzione A
– Idrochinone 25 gr
– Potassio metabisolfito 25 gr – Potassio bromuro 25 gr
-Acqua ad 1 litro
Soluzione B
– Sodio carbonato anidro 50 gr – acqua ad 1 litro
Preparare una soluzione di lavoro, immediatamente prima dell’uso, mescolando A e B in parti uguali. Con una temperatura dì 20°C, lo sviluppo si compie in 2-3 minuti.

Rivelatore universale
Nome dato a un numero di soluzioni ‘di sviluppo, di solito MQ, che indica che esse possono essere usate per il trattamento di pellicole e carte. L’adattamento dei bagno agli specifici scopi richiesti è ottenuto mediante variazione della diluizione.

Rivelatori a grana fine (o finegranulanti)
Rivelatori di pellicole, che mantengono al minimo le dimensioni della grana sull’immagine. La maggior parte dei rivelatori finegranulanti oggi in commercio permette di conseguire ottimi risultati, senza ridurre la rapidità dell’emulsione.

Rivelatori MQ/PQ
Bagni di sviluppo contenenti gli indebolitori al metolo e idrochinone (MQ) oppure fenidone e idrochinone (PQ).

Rivelatori/pellicole a forte contrasto
Soluzioni chimiche e materiali fotosensibili usati per realizzare immagini con elevato effetto di contrasto.

Robinson, Henry Peach (1830-1901)
Fotografo inglese di grande successo per le sue immagini multiple, ritraenti gruppi composti in atteggiamento drammatico.

Roscoe, Sir Henry (1833-1915)
Inglese, collaboratore di Robert Bunsen intorno al 1850; studiò effetti della luce sulle emulsioni fotografiche. Insieme formularono la legge di Bunsen-Roscoe o della Reciprocità.

S
Speed priority, programma a priorità di tempi.

Sabattier, effetto (pseudo-solarizzazione)
L’effetto in parte negativo, in parte positivo ottenuto riesponendo brevemente un’emulsione fotosensibile alla luce bianca, nel corso dello sviluppo che viene successivamente proseguito e completato.

Sbianca
Bagno chimico che trasforma l’argento metallico nero in un sale d’argento solubile.

Scala celsius o centigrada
Scala termometrica in gradi centigradi, nella quale 0° rappresenta il punto di congelamento e 100° il punto di ebollizione.

Schermo a elementi cilindrici (o “lenticolare”)
Sistema ottico costituito da uno schermo con ‘.numerose piccole lenti, che trova applicazione nel seguenti due casi: in ,alcuni tipi di esposimetro, per raccogliere la luce e determinarne ‘, l’angolo di misurazione, in modo che questo concordi con l’ampiezza I dell’angolo di campo dell’obiettivo; ‘, nella fotocamera, dove gli elementi ‘cilindrici dello schermo sono posti davanti al piano della pellicola, per sintetizzare la visione binoculare, ed ottenere immagini stereoscopiche. Per dare l’effetto tridimensionale all’osservatore, occorre usare un analogo schermo, in fase di stampa della fotografia.

Schulze, Johann Heinrich (1687- 1744)
Scoprì il potere attinico della luce su una mescola di gesso e nitrato d’argento.

Scontornamento
Dicesi di alcune zone scelte dei negativo, che vengono ricoperte con un liquido opaco sul lato non emulsionato, in modo che la luce non possa colpire queste zone, le quali risulteranno bianche nella stampa definitiva. Usato soprattutto nella fotografia industriale, per eliminare sfondi non richiesti, come ad esempio per isolare un pezzo di macchinario.

SD
Secure Digital, tipo di schede di memoria utilizzato in molte delle fotocamere digitali compatte.

Sede della lampada
Abitacolo a tenuta di luce dell’ingranditore o proiettore, nel quale è alloggiata la sorgente luminosa.

Sensibilità cromatica
La risposta dei materiale fotosensibile a colori di differente lunghezza d’onda. Sensibilità spettrale Risposta relativa di una emulsione fotografica a ogni colore dello spettro, incluso lo IR e lo UV.

Sensibilizzante cromatico
Tutti gli alogenuri d’argento impiegati nelle emulsioni in bianco e nero presentano una naturale sensibilità per il blu. Un tempo, le emulsioni non presentavano alcun’altra sensibilizzazione. nel 1880, il dr. H. Vogel scoprì un metodo di sensibilizzazione degli alogenuri nel confronti degli altri colori dello spettro. metodo che è la base della produzione delle moderne pellicole ortocromatiche e pancromatiche. Sensitometria Disciplina scientifica che studia la risposta dei materiale fotografico alla esposizione alla luce e allo sviluppo. Determina la rapidità delle emulsioni e raccomanda il metodo di sviluppo da seguire e il tempo delle diverse fasi di trattamento.

Separatore di raggi
Sistema a specchi e a prisma, in grado in parte di riflettere e in parte di trasmettere la luce.

Separazione del tono (realizzazione di poster)
Processo di riduzione della gamma tonale di una fotografia in una gamma molto ristretta. Il risultato
finale ha alte luci dure e ombre profonde con un numero fisso di toni intermedi.

Servo-lampo
Dispositivo che determina l’accensione in contemporanea di altre sorgenti di luce lampo (lampeggiatori elettronici) quando una fotocellula viene attivata dalla luce dei lampeggiatore abbinato alla fotocamera. Con il lampeggiatore elettronico, l’effetto è così immediato che è possibile l’illuminazione in serie con qualsiasi tempo di posa
(eccezion fatta per gli otturatori a tendina, in cui è richiesto un tempo di sincronizzazione di almeno 1 /60 di sec.). Con le lampadine flash che raggiungono con maggior lentezza il massimo (peak) d’irradiazione, si verifica un ritardo per cui è buona norma sincronizzare tutte le sorgenti luminose con un tempo di posa di 1 /10 di sec o più lento.

Sfocatura
Zone mal delineate dell’immagine, deliberatamente create, oppure determinate dal movimento della fotocamera o dei soggetto, o ancora da una messa a fuoco selettiva o troppo imprecisa.

Sfondo
La parte di scena che appare dietro il soggetto principale. Può essere costituito da carta colorata, oppure da una diapositiva proiettata, o ancora può essere precomposto. Nel close-up, con la messa a fuoco differenziale, le parti distanti dei soggetto fanno talvolta da sfondo. Di solito un soggetto si stacca sui toni più chiari o più scuri, mentre si spegne su uno sfondo di colore analogo al suo; è bene tenere presenti queste considerazioni, per controllare le tonalità dello sfondo, dove possibile. In caso contrario, un’accurata illuminazione può dare ottimi risultati.

Sincronizzazione luce diurna-luce lampo
Sistema atto a combinare la luce diurna con quella lampo per ottenere un effetto controllato dell’illuminazione.

Sincronizzazione tra flash e otturatore
Sistema di – sincronizzazione della durata della luce lampo con il tempo di posa. Vi sono in genere due contatti sincro su una fotocamera, contraddistinti uno da X e uno da M: il contatto X si usa per la sincronizzazione con il lampeggiatore elettronico, il quale raggiunge la massima luminosità di irradiazione quasi contemporaneamente all’apertura dell’otturatore. Il contatto M si usa con le lampadine ed i cubi-flash a combustione, che richiedono invece circa 17 millisecondi per raggiungere la loro massima intensità di irradiazione.

Sintesi additiva
Formazione di luce colorata, ottenuta combinando i colori primari (blu, rosso, verde), in modo da ottenere una rappresentazione cromatica fedele al soggetto. Le prime fotografie a colori si basavano sull’uso di questa sintesi, nota anche come Dufaycolor.

Sintesi cromatica
Formazione di luce colorata, per la produzione di immagini a colori. E’ noto il metodo additivo e quello sottrattivo, basati entrambi sui primi esperimenti effettuati da James Clerk-Maxwell nel XIX secolo.

Sintesi sottrattivi
Sistema per la combinazione di colori usato nel moderni materiali fotografici. I colori complementari dei giallo, dei magenta e dei cyan sono combinati in modo da dare una accettabile completezza cromatica all’intera immagine.

Sistema Cooke a tre lenti (tripletto)
Uno dei sistemi ottici più importanti, nella storia degli obiettivi, ideato da H.D.Taylor, nel 1893, Consiste in tre elementi di base ed ha una apertura di f/6.3. Da questo tipo fondamentale si sono sviluppati in seguito tutti i moderni sistemi di obiettivi a lunghezza focale standard.

Sistema di obiettivi
Si riferisce alla varietà ed al numero di obiettivi che possono essere usati con un tipo di fotocamera. Riferito anche alla costruzione di un particolare tipo di obiettivo.

SLR
Single Lens Reflex.
Uno specchio riflette l’immagine verso il mirino e si ribalta al momento dello scatto lasciando che la luce colpisca pellicola/sensore.

Smaltatura
Superficie smaltata, prodotta su alcune carte da stampa non politenate (non RC), che si ottiene portando a contatto il lato emulsionato e bagnato della carta con una superficie lucida e pulita, o con un tamburo rotante riscaldato. Le stampe smaltate presentano dei toni più profondi di quelli di una fotografia opaca (mat).

Sodio acido
Usato come sostanza velante nel processi di inversione.

Sodio bicromato
Sostanza chimica impiegata nel bagni di rinforzo, nel viraggi e nel bagni di sbianca.

Sodio bisolfito
Sostanza chimica usata nel bagni di fissaggio come acidificante.

Sodio carbonato
Acceleratore alcalino usato per sviluppatori universali e per carte.

Sodio cloruro (Sale)
Usato nel bagni di sbianca e negli indebolitori.

Sodio esametafosfato
Sostanza chimica usata per l’addolcimento dell’acqua.

Sodio idrossido
Acceleratore alcalino a elevata attività che, usato in associazione all’idrochinone, dà rivelatori a elevato contrasto.

Sodio metabisolfito
Usato per acidificare i bagni di fissaggio.

Sodio solfito
Sostanza chimica in genere usata come conservante in molte soluzioni di sviluppo. In alcune formule finegranulanti, in presenza di metolo, funge anche da rallentatore, acceleratore e solvente dell’argento.

Sodio solfuro
Sostanza chimica caustica usata nel viraggi al solfuro (seppia).

Sodio tiocianato
Usato in alternativa al potassio tiocianato come solvente dell’argento nelle formule di tipo “fisico” e ultra-finegranulanti.

Sodio tiosolfato
Sostanza chimica usata in molti fissatori. Trasforma gli alogenuri ancora attivi in un complesso solubile che può essere rimosso con il lavaggio.

Soffietto
Manicotto pieghevole, impermeabile alla luce, interposto fra l’obiettivo e il piano dell’immagine.

Soffietto a sacco
Manicotto pieghevole, impiegato sulle fotocamere a grande formato, invece dei soffietto normale, quando si usano obiettivi a corta focale (grandangolari).

Solarizzazione
Inversione parziale o totale dell’immagine quando si effettui una estrema sovraesposizione della stessa. Risultati analoghi sono conseguibili con l’effetto Sabattier.

Solubilità
Nella sua eccezione più generale indica la facilità con cui una sostanza solida, previa aggiunta di acqua, porta a una soluzione chimica. Più precisamente, con solubilità si definisce l’aliquota di una determinata quantità di sostanza che si scioglie aggiungendole, a una data temperatura, una quantità definita di liquido.

Soluzione concentrata
Riguarda sostanze chimiche che possono essere conservate allo stato di concentrati e diluite poco prima dell’uso.

Sorgente luminosa
Termine generico usato in fotografia per definire qualsiasi tipo di sorgente di luce, come ad esempio, il sole, il filamento di tungsteno, le lampadine flash, i riflettori.

Sotto sviluppo
Riduzione nel grado di sviluppo. E di solito dovuto a un ridotto tempo di sviluppo o un abbassamento della temperatura della soluzione. Esso si manifesta in una perdita di densità e in una riduzione dei contrasto.

Sovradimensionamento della sensibilità
Aumento della velocità della pellicola, raccomandata dal fabbricante. Questo può essere ottenuto con ipersensibilizzanti, usando rivelatori speciali appositamente preparati o processi di sviluppo a 2 fasi.

Sovraesposizione
Espressione usata per indicare che il materiale fotosensibile ha ricevuto una esposizione eccessiva. Questo può essere dovuto all’eccessiva intensità della luce o a un’azione della stessa troppo protratta. Sulla maggior parte dei materiali fotografici la sovraesposizione causa un aumento della densità e riduce il contrasto.

Sovra-sviluppo
Definizione relativa all’aliquota di incremento dello sviluppo, rispetto a quanto indicato dal produttore. Può essere ottenuto prolungando il tempo di trattamento consigliato o aumentando la temperatura di lavoro. In genere porta a un incremento della densità e dei contrasto.

Spettro
In genere riferito alla parte visibile dello spettro elettromagnetico, cioè a quelle bande colorate che si producono per diffrazione e il cui “aspetto” dipende dalla specifica lunghezza d’onda, quando la luce viene fatta passare attraverso un prisma ottico.

Spot
Lettura esposimetrica concentrata in una ridotta area della scena.
Anche sorgente di luce artificiale, un riflettore, una ottimale concentrazione della luce.

Spot-metro Usato per un più accurato rilevamento dell’intensità luminosa su piccole aree del soggetto. Caratterizzato da un ridotto angolo di lettura.

Stabilizzazione
Metodo alternativo al fissaggio. Gli alogenuri non trasformati vengono convertiti in composti più stabili, insensibili alla luce. Non è necessario il risciacquo finale.

Stampa combinata
La stampa di più negativi su un unico foglio di carta fotosensibile, per ottenere effetti particolari.

Stampe con il sistema a dye transfer
Metodo per realizzare stampe a colori da diapositive o da altre stampe su carta, purchè già a colori. Si usano negativi intermedi per produrre matrici positive colorate con colori sottrattivi primari e stampate in registro.

Stativo
Definizione oggi comunemente accettata per cavalletto o treppiedi.

Steichen, Edward (Bivange 1879 – West Redding 1973)
Divenne famoso per le riprese di Rodin e i ritratti di Pierpont Morgan, Marion Morehouse, Greta Garbo; inoltre, per aver organizzato la celebre mostra della Family of Man al Museo d’Arte Moderna di New York (1955). Assieme a Stieglitz fondò nel 1905 a New York la Little Gallery 291.

Stenoscopio
“Camera fotografica” priva di obiettivo, sostituito da una feritoia circolare di minimo diametro attraverso cui passa la luce che traccia l’immagine sulla parete opposta, all’interno della “camera”, su cui può essere anche applicato uno spezzone di pellicola. La diffrazione e l’incidenza della luce sono le due caràtteristiche ottico-fisiche da cui dipendono le dimensioni dell’immagine stenoscopica e la sua distanza, in funzione dei massimo della qualità.

Stereoscopia
Metodo per creare effetti tridimensionali su una superficie a due dimensioni, avvalendosi di una coppia di immagini ottenute da punti di ripresa leggermente diversi e osservate a mezzo di appositi visori stereo.

Stieglitz,Alfred (1864-1946)
Capostipite del gruppo Photo-Secession (1900) e direttore della rivista Camera Work (1903-1917), figura di rilievo per la fotografia americana e mondiale per le sue attività editoriali e gallerie d’arte. Fu uno dei principali fautori della separazione della fotografia dall’ambito del reportage da quello della fotografia artistica.

Stop
Cambiare l’esposizione di uno stop significa raddoppiare o dimezzare la quantità di luce che raggiunge la pellicola/sensore.

Stopdown
Adottata dalle vecchie reflex prima che venisse introdotto il simulatore di diaframma, consiste nella lettura esposimetrica effettuata chiudendo il diaframma alla effettiva apertura di lavoro.

Strato antialonico
Rivestimento applicato sul dorso dei supporto della maggior parte delle pellicole emulsionate, atto ad assorbire la luce che passa direttamente attraverso l’emulsione. In tal modo si ha una sostanziale riduzione della quantità di luce estranea, che può essere riflessa sull’emulsione dal supporto della pellicola o dal dorso della fotocamera.

Superficie asferica
Superficie caratterizzata dal fatto che in essa la curvatura diminuisce con il crescere della distanza dall’asse. Consente di compensare molti effetti di aberrazione propri delle ottiche di più semplice calcolo.

Supporto
Base dell’emulsione fotografica. Può essere di carta, di cellulosa, di triacetato, di vetro, ecc.

Supporto al nitrato
Antiquato supporto flessibile per pellicole, ad alta infiammabilità. Conobbe larga diffusione nell’industria delle pellicole prima dell’introduzione dell’acetato.

Supporto in acetato
Base non infiammabile, sulla quale viene stesa l’emulsione fotografica, e che ha sostituito il nitrato di cellulosa altamente infiammabile.

Sviluppo
Processo di trasformazione degli alogenuri d’argento, esposti, in un’immagine visibile. Per ottenere uno sviluppo accurato, bisogna usare un rivelatore adeguato, ben diluito alla giusta temperatura, controllare il tempo dello sviluppo ed agitare la soluzione con la giusta moderazione (nè troppo, nè poco).

Sviluppo e stampa
L’immagine latente sulla pellicola diventa visibile attraverso il processo di sviluppo, che consiste nella trasformazione del film in negativo attraverso il contatto con alcune soluzioni chimiche; in seguito, la stampa utilizzerà il negativo per creare l’immagine positiva finale. La pellicola viene sviluppata trattandola in una debole soluzione alcalina, detta appunto sviluppo o “rivelatore”; tale soluzione riattiva il processo iniziato con l’esposizione alla luce avvenuta durante lo scatto della foto. Attraverso lo sviluppo si dà origine a una reazione di ossidoriduzione grazie alla quale si ottengono piccoli cristalli d’argento, i quali vanno ad aggregarsi attorno alle invisibili particelle che formano l’immagine latente. Non appena si formano questi cristalli, l’immagine diventa visibile sul film: la densità e lo spessore dell’argento depositato in ciascuna zona dipendono dalla quantità di luce ricevuta durante l’esposizione. Per fermare l’azione del rivelatore, la pellicola viene immersa (risciacquo) in una soluzione leggermente acida, che neutralizza l’alcalinità dello sviluppo. Dopo il risciacquo l’immagine negativa viene “fissata” tramite una soluzione di tiosolfato di sodio, detta appunto fissaggio: i sali d’argento residui vengono rimossi e le particelle d’argento metallico vengono stabilizzate. Una soluzione detergente, detta imbibente, viene quindi utilizzata per un ulteriore risciacquo che si rende necessario in quanto residui di fissaggio possono distruggere nel tempo l’immagine negativa. In questo modo, oltretutto, si ottiene un’essiccazione uniforme della pellicola e si evitano macchie e strisce calcaree. La stampa si effettua in due modi: a contatto o tramite proiezione. Il metodo a contatto viene impiegato per produrre stampe dell’esatto formato dei negativi (ad esempio nella realizzazione dei provini, piccole stampe che servono al fotografo per tenere sotto controllo la qualità del lavoro), e prevede l’esposizione della carta da stampa con il negativo aderente alla superficie della carta stessa. Nella stampa a proiezione, il negativo viene prima collocato all’interno di una specie di proiettore detto “ingranditore”. La luce passa dall’ingranditore attraverso il negativo giungendo infine a un obiettivo che proietta l’immagine ingrandita o ridotta sul piano di stampa dove verrà collocata la carta sensibile. Questo rende possibile l’uso di tecniche, dette di mascheratura, grazie alle quali si aumenta o diminuisce la luminosità in determinate zone della foto. Il materiale da stampa usato in questi procedimenti è un tipo di carta fotografica simile per composizione alla pellicola, ma molto meno sensibile alla luce.

Sviluppo fisico
Un sistema di sviluppo in cui l’argento è presente nel rivelatore come sospensione ed è attirato verso l’emulsione dagli alogenuri d’argento già esposti, dando così luogo a una intensificazione dell’emulsione. Gli sviluppi su base unicamente fisica non hanno avuto molto successo in quanto è difficile controllare l’effetto.

Sviluppo in bacinella
Metodo usato per il trattamento di pellicole piane singole o di stampe; le pellicole vengono immerse in una bacinella poco profonda, contenente il rivelatore, e il bagno è tenuto in continua agitazione facendo oscillare la vaschetta. Con lo sviluppo in bacinella, la durata della soluzione viene rapidamente compromessa dall’ossidazione, e si rende pertanto necessario cambiare frequentemente il bagno.

Sviluppo inquinato
Effetto di sviluppo che si verifica durante il trattamento di materiali litografici: l’ossidazione dell’idrochinone, in presenza di una piccola dose di sodio solfito, produce delle nuove sostanze riducenti, i semichinoni, ad azione molto rapida.

SWM
Silent Wave Motor, indica gli obiettivi con motore ad ultrasuoni per l’autofocus.

T, impostazione su
Impostazione dell’otturatore della fotocamera che indica una posa a “tempo”, cioè protratta per più di un secondo. Alla pressione sul sistema di scatto, l’otturatore si apre per richiudersi solo premendo nuovamente il pulsante di scatto.

T, valore
Sistema di misurazione della luce, che penetra in un obiettivo, più accurato di quello espresso in valori “f”. Mentre il valore “f” rappresenta il rapporto fra il diametro e lunghezza focale, il valore in “t” si basa sulla effettiva trasmissione (emersione) della luce in funzione al variare dei diametro.

Tampone
Sostanza chimica usata per mantenere l’alcalinità di un rivelatore, nònostante la liberazione di acido bromidrico. Termine generico usato anche per definire ogni sostanza o composto chimico che concorra a mantenere le caratteristiche di una soluzione.

Tanks
Contenitori per soluzioni chimiche impiegate per lo sviluppo di pellicole e lastre. Alcuni sono riservati unicamente all’impiego in camera oscura, altri per il caricamento alla luce dei giorno e altri ancora, pur dovendo essere caricati al buio, I possono essere usati alla luce del giorno.

Taylor, Harold Dennis (1862-1942)
Calcolatore di obiettivi. Ha brevettato il famoso tripletto Cooke nel 1893.

TC
Tele Converter, accessorio ottico che viene utilizzato per estendere la lunghezza focale degli obiettivi.

Telemetro
Sistema di messa a fuoco che misura la distanza fra fotocamera e soggetto. L’angolo di convergenza della luce che raggiunge l’obiettivo aumenta al decrescere della distanza fra soggetto e obiettivo. Le variazioni delle dimensioni di quest’angolo sono convertite in simboli di distanza. Il telemetro accoppiato è un sistema analogo abbinato all’obiettivo della fotocamera in modo che il telemetro e quest’ultimo lavorano insieme.

Telemetro accoppiato
Sistema di messa a fuoco dell’obiettivo, che accoppia il telemetro e il meccanismo di messa a fuoco, in modo che l’obiettivo va a fuoco automaticamente non appena il telemetro è regolato correttamente.

Teleobiettivi
Obiettivi compatti, con lunga focale a retrofocus corto.

Teleobiettivo inverso
Costruzione ottica caratterizzata da una ridotta lunghezza focale e una notevole distanza retrofocale, o distanza obiettivo-immagine. Appartengono a tale tipo alcune ottiche grandangolari per fotocamere per il piccolo formato, nelle quali specchi, otturatori, ecc. non consentono molto spazio.

Temperatura assoluta
Temperatura alla quale cessa la maggior parte dei movimenti molecolari. Viene comunemente indicata come zero assoluto (- 273 C) e costituisce il valore di partenza della scala di Kelvin, adottata in fotografia per misurare la temperatura. cromatica (o di colore).

Temperatura cromatica (o di colore)
Scala di valori espressi in gradi Kelvin (K) o mired (miao reciprocal degrees), per indicare la qualità ed il contenuto di colore di una sorgente luminosa.

Test di permanenza
Metodo per una più protratta conservazione delle immagini fotografiche, una volta archiviate. Durante il ciclo di trattamenti sono possibili due tests.

Test per il controllo dei fissaggio
Si depositino poche gocce di una soluzione di sodio sulfuro al 10% su uno spezzone di carta al bromuro già sottoposta al fissaggio. Se l’area presenta una leggera colorazione marrone, l’emulsione contiene ancora alogenuri attivi e non è stata adeguatamente fissata. Se, trascorsi 15 minuti, si ottiene lo stesso risultato, questo indica che il fissatore è esaurito e va scartato. Questo test può anche essere usato con i negativi. Il metodo consueto per garantire una buona stabilizzazione dell’immagine negativa è quello di sottoporre la pellicola a un fissaggio protratto per due volte il tempo necessario.

Test per il controllo dei risciacquo
Soluzione d’impiego
Potassio permanganato 2 gr
Sodio carbonato 1 gr
Acqua ad 1 litro
Si impiegano due bacinelle distinte in cui si raccolgono campioni d’acqua dalla superficie della stampa o dei negativo e dalla sorgente di approvvigionamento idrico. Ad ogni campione si aggiungano poche gocce della soluzione d’impiego e se ne osservi il viraggio. Se il colore è diverso nel due campioni, questo significa che il fissatore è ancora presente seppure in tracce e che pertanto occorre prolungare il lavaggio fino a ottenere l’assunzione di un’egual intonazione cromatica da parte dei due campioni.

Texture
In senso generale il carattere della superficie di un oggetto, ad esempio ruvido, liscio. In fotografia l’attento controllo dell’illuminazione può essere usato per descrivere una superficie con l’aggiunta di una qualità tattile espressa in profondità, forma e tono atta a raggiungere l’idea della tridimensionalità.

TIFF
Tagged Image File Format. Uno dei più popolari formati grafici lossless, cioè senza perdita di qualità nell’immagine.

Tinta (o tono) continua
Termine usato per le negative e le stampe in b/n, nelle quali l’immagine presenta una gradazione di densità dal bianco al nero, attraverso una scala di grigi, che determina una diversa luminanza tra le zone dei soggetto.

Tono
In termini semplici, si riferisce all’intensità di grigi fra bianco e nero. Indica la luminosità, chiarezza e scurezza di un soggetto ed è determinato dall’illuminazione. In termini fotografici, la variazione tonale è il cambiamento di tono raffigurato dalla modificazione dei valori densitometrici (densità).

Torchietto per stampa a contatto
Apparecchio usato per realizzare stampe a contatto. Può essere formato da un semplice telaietto (torchietto) o da un’apparecchiatura più sofisticata (bromografo) ‘comprendenti luci di sicurezza, ‘sorgente luminosa per la stampa e diffusore incorporati.

Trattamento al collodio
Noto come “tecnica del collodio umido”, inventata da Frederick Scott Archer, nel 1851. Questo sistema rappresentò un notevole miglioramento, rispetto al preesistente callotipo, poichè l’esposizione della lastra ancora “umida” permetteva una maggiore rapidità operativa. Per contro, esso comportava l’uso di un’attrezzatura voluminosa. Fu uno dei processi più diffusi, sino all’introduzione della lastra a secco. avvenuta intorno al 1870.

Tripack
Materiale fotografico, usato in fotografia a colori; consistente in 3 strati di emulsione di sensibilità diversa, ognuno su un suo proprio supporto. E usato per ottenere con una singola esposizione tre negativi separati.

Tripack integrale
Tre emulsioni normalmente di differente “carattere”, assiemate su un unico supporto. Si ricorre in genere a questo sistema per il materiale sensibile a colori. e per certi tipi speciali in b/n.

TTL
Abbreviazione per “through-the lens” (attraverso l’obiettivo), sistema esposimetrico effettuato attraverso la lente.

Tubi di prolunga
Tubi e/o anelli di metallo usati sulle fotocamere di piccolo formato, allo scopo di prolungare la distanza intercorrente fra l’obiettivo e la pellicola. Possono dare ingrandimenti superiori a 1 x.

Tungsteno, filamento di
Sorgente di luce artificiale che impiega un filamento di tungsteno contenuto in un’ampolla (bulbo) di vetro. Se percorso dalla corrente elettrica, il tungsteno genera una intensa irradiazione luminosa. Questo sistema è alla base di tutte le sorgenti di luce artificiale usate in fotografia.

TV
Time Value. Priorità di tempi; consente di impostare il tempo dell’otturatore e lasciare che la macchina calcoli l’apertura del diaframma.

Ultravioletto (U.V.)
Quella parte dello spettro elettromagnetico da ca. 400 nm fino a 10 nm. È invisibile agli esseri umani, ma la maggior parte dei materiale fotografico risulta sensibile a questi raggi. I raggi U.V. sono più intensi in giorni di foschia e a distanza. Il loro effetto è quello di aumentare la prospettiva aerea. Questo effetto può essere ridotto usando un filtro U.V. -assorbente, che non ha alcun effetto sull’esposizione della pellicola.

Uranio nitrato
Sostanza chimica usata in pigmenti e rinforzanti.

USM
Ultrasonic Motor, tecnologia ad ultrasuoni usato per l’autofocus in obiettivi di recente costruzione.

USM
Unsharpen Mask, maschera di contrasto. Funzione dei programmi di fotoritocco per aumentare il contrasto.

Valori f/
Scala di valori riportata sull’anello dell’obiettivo per l’impostazione dei diaframma, per indicare il rapporto tra apertura relativa dell’obiettivo e lunghezza focale di quest’ultimo. I valori f/ sono pertanto uguali a:
lunghezza focale
diametro effettivo
ovvero un obiettivo di 55 mm, con apertura effettiva di 5 mm darà una apertura relativa di f/11. Qualsiasi obiettivo regolato sullo stesso numero f/ trasmette la medesima quantità di luce. Passare da un diaframma all’altro, significa raddoppiare o dimezzare l’apertura dell’obiettivo, ad eccezione, in certi casi, dell’apertura massima.

Velo (alone)
Densità estranea all’immagine fotografica, prodotta sul negativo o sulla stampa da sostanze chimiche durante il trattamento, o da accidentale esposizione alla luce.

Velo chimico
Annerimento generale ed omogeneo su negativo o su carta, determinato da sviluppo eccessivo. Gli alogenuri d’argento non impressionati sono attaccati dalla soluzione di sviluppo.

Velocità delle pellicole
Le pellicole vengono classificate secondo il formato e la sensibilità. La sensibilità alla luce della pellicola si definisce “velocità” e determina la quantità di esposizione richiesta per fotografare un soggetto in determinate condizioni di illuminazione. Il produttore assegna una scala numerica standardizzata in cui i numeri maggiori corrispondono a un film “veloce”, quelli più bassi a un’emulsione più “lenta”. Gli standard stabiliti dall’ISO (International Standards Organizations) sono adottati in tutto il mondo, sebbene alcuni produttori europei usino ancora uno standard tedesco o Deutsche Industrie Norm (DIN). Il sistema ISO combina la scala DIN con quella americana, detta ASA. Il primo numero della cifra ISO è equivalente al valore ASA mentre il secondo corrisponde al valore DIN. Le pellicole “lente” sono generalmente classificate tra 25/15 e 100/21 ISO, ma ne esistono di ancor meno sensibili per impieghi speciali. Le emulsioni tra 125/22 e 200/24 ISO sono di sensibilità media, mentre, al di sopra di tale valore, esse vengono considerate “veloci”. Di recente i maggiori produttori di pellicole hanno introdotto film superveloci, oltre 400/27 ISO, che possono essere oltretutto “spinti” ben oltre la loro sensibilità nominale prolungando il tempo di sviluppo; è stata inoltre recentemente creata una generazione di pellicole molto veloci, come le Kodak T- Grain, alterando la forma dei cristalli: questo perché più una superficie è piatta, più ampia è l’area offerta all’azione della luce.

Vetro smerigliato
Lastra di vetro traslucido, adottato per la traguardazione e la messa a fuoco dell’immagine sulla maggior parte delle fotocamere a reflex e da studio. Vignettatura Tecnica di stampa, in cui i contorni sfumano lungo il margine della stampa.

Viraggio
Usato per cambiare il colore della stampa fotografica con bagni chimici. Mediante un sistema di sbianca e di coloritura, l’immagine in argento metallico nero viene trasformata in un’immagine colorata. Viraggio al seppia (solfuro):
Dà toni marroni caldi. La formula è: Sbianca
Potassio bromuro 50 g.
Potassio ferricianuro 100 g.
Acqua ad 1 litro.
Si diluisce una parte in 9 parti
d’acqua proprio prima dell’uso. Viraggio al solfuro:
Sodio solfuro 200 g.
Acqua ad 1 litro
Si diluisce 1 parte in 6 parti d’acqua poco prima dell’uso. Si sbianca la stampa nella prima soluzione finchè non vira al marrone chiaro; la si risciacqua poi brevemente in acqua corrente. Si immerge in bagno al solfuro per ca. 1 minuto e si lava accuratamente per ca. 30 minuti. Una volta usate, le soluzioni devono essere scartate, ma le soluzioni di ‘riserva possono essere conservate a tempo indeterminato in bottiglie scure. Il solfuro di sodio ha un caratteristico odore acuto e dovrebbe essere usato solo in un ambiente ben areato. Viraggio al blu.
Trasforma in blu le parti nere di una stampa. La sbianca e il viraggio sono combinati in una unica soluzione. Sbianca
Ferrocianuro di Potassio 2 g
Acido solforico, concentrato 3 ml Acqua ad 1 litro
Viraggio al blu
Ammonio, citrato ferrico 2 g
Acido solforico, concentrato 3 ml Acqua ad 1 litro
Si prepara una soluzione di lavoro mescolando parti uguali di sbianca e di viraggio proprio prima dell’uso. Si immergono le stampe precedentemente lavate fino al grado desiderato di viraggio e le si lava quindi a fondo per rimuovere ogni leggero ingiallimento delle zone bianche.
Viraggio al rame.
Il viraggio determina una gamma di toni dal marrone caldo al rosso chiaro, in dipendenza dei tempo per cui vengono lasciate agire le sostanze chimiche. Anche in questo caso sbianca e viraggio vengono combinati in un’unica soluzione.
Sbianca
Potassio ferrocianuro 6 g
Potassio citrato 28 g
Acqua ad 1 litro
Viraggio al solfato di rame:
Potassio citrato 28 g
Rame solfato 7 g
Acqua ad 1 litro.
Si prepara la soluzione di lavoro mescolando parti uguali di sbianca e viraggio proprio prima dell’uso. Si tengono le stampe immerse nella soluzione finchè non si è raggiunto il tono desiderato.

Viraggio al rame
Processo chimico impiegato per il viraggio di stampe in b/n (v. “intensificatori”).

Viraggio al solfuro
Trasformazione dell’argento metallico nero in una immagine marrone, colore che qui è più noto come “viraggio al seppia”.

Visione binoculare
La capacità visiva di percepire le tre dimensioni degli oggetti,. sulla quale si basa la fotografia stereoscopica.

Vogel, Hermann (1834-1898)
Ha pubblicato la prima ricerca originale sui sensibilizzanti cromatici. Questo ha portato all’estensione della sensibilità dell’emulsione oltre il limite dello spettro visibile, fornendo una base per l’orto e pancromatismo nonchè per la fotografia a 3 colori.

VR
Vibration Reduction, sistema per stabilizzare le immagini usato da Nikon in alcuni obiettivi.

Watt-secondo
Unità di energia equivalente al joule.

WB
White Balance, bilanciamento del bianco.

Wedgwood, Thomas (1771-1805)
Figlio dei famoso ceramista inglese. Ha collaborato con Sir Humphry Davy realizzando con successo immagini su materiale sensibilizzato tramite l’azione della luce, ma senza riuscire a fissare l’immagine. Insieme pubblicarono i risultati della loro opera nel 1802.

Xerografia
Processo fotografico che usa una lastra di metallo con carica elettrica. Con l’esposizione alla luce viene annullata la carica elettrica, lasciando un’immagine, in cui le ombre sono rappresentate da aree elettrizzate. Un pigmento in polvere applicato sulla carta è attratto verso le aree elettrizzate dando sulla carta un’immagine visibile.

Xografia
Sistema di fotografia che produce stampe e diapositive con un effetto tridimensionale. Uno schermo cilindrico a mosaico è posto a contatto con la pellicola e un otturatore posposto all’obiettivo esplora il soggetto durante l’esposizione.

Zoom v. “Obiettivo a focale variabile”

Zootropo
Dispositivo di accelerazione per creare l’illusione dei movimento continuo. Una sequenza di fotografie statiche viene vista così rapidamente attraverso la feritoia di un rullo rotante, che le immagini appaiono in sequenza dinamica.

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